Epifani (Cgil) contro taglio tasse Berlusconi: “Aliquote squilibrate”

Pubblicato il 11 Gennaio 2010 9:53 | Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2010 9:53

epifaniLa Cgil dice no alla riforma del governo sul fisco. Il leader del sindacato Guglielmo Epifani boccia il piano rilanciato da Silvio Berlusconi e parla di aliquote squilibrate tra ricchi e poveri.

«Le due aliquote di cui si parla sono sbagliate perché la prima, quella al 23 per cento, è troppo alta, dovrebbe scendere al 20. E la seconda, quella del 33, è troppo bassa. Così facendo si promettono grandi risparmi ai redditi medio alti, ma si concede poco a chi ha entrate ridotte», commenta.

«È una mossa furba, propagandistica fatta apposta per rimandare decisioni che dovrebbero essere prese subito. Si propone un progetto globale, che chiede tempi lunghi e approfondimenti, e si tralasciano interventi – come le detrazioni – che potrebbero invece dare sollievo immediato alle famiglie impoverite dalla crisi», spiega Epifani.

Già in un’intervista a “Il Messaggero” dell’8 gennaio il leader Cgil aveva presentato la propria idea di riforma del fisco: «Quest’anno i lavoratori dipendenti hanno pagato più fisco rispetto all’anno scorso. E perché i proventi dello scudo fiscale non sono andati a forme di riequilibrio dell’imposizione? Sul fisco vogliamo aprire una vertenza da subito, non si può più aspettare perchè già nell’immediato i lavoratori dipendenti pagano più tasse. Mentre altri ne pagano meno. Dalla crisi usciremo con più disuguaglianze. Non si toccano le rendite e le grandi ricchezze, però si tocca il lavoro».

Il piano di Epifani mira a: riduzione delle tasse per cento euro al mese per redditi da lavoro e pensionati e recupero dell’evasione, che – come spiega – parte da una riforma Irpef che per il periodo 2010-2012 dovrebbe costare 19,8 miliardi e comprendere la riduzione della prima aliquota dal 23 al 20 per cento e della terza dal 38 al 36; un aumento delle detrazioni per i redditi da lavoro dipendente e da pensione per almeno 500 euro entro marzo; l’innalzamento e unificazione delle quote esenti.