Condono anche no, ma era meglio quello di Salvini. Pd e Leu l’hanno voluto più iniquo

di Lucio Fero
Pubblicato il 22 Marzo 2021 - 10:20 OLTRE 6 MESI FA
Condono anche no, ma era meglio quello di Salvini. Pd e Leu l'hanno voluto più iniquo

Condono anche no, ma era meglio quello di Salvini. Pd e Leu l’hanno voluto più iniquo (Foto Ansa)

Condono, io Stato ti annullo le tasse che non hai pagato. Ci possono essere fondati motivi per farlo. Uno: tanto io Stato so che quelle tasse che non paghi da anni e anni non le pagherai mai perché sei fallito davvero o hai fatto finta di fallire, perché sei davvero o risulti furbamente non in grado di pagarle.

Due: perché io Stato con la mia burocrazia e le mie leggi innumerevoli e contraddittorie alla fine non sono in grado di farti pagare e tentare di farti pagare mi costa spese che addirittura non recupero. Tre: perché io Stato posso accompagnare il condono con la richiesta di un obolo per accedere, insomma ti annullo le tasse che non hai pagato ma tu dammi qualcosa, che so: il 5/10 per cento del dovuto.

Quattro: perché io governo (non Stato) che faccio il condono mi aspetto in cambio riconoscenza sotto forma di consenso e magri voto al momento delle elezioni.

Condono: quattro ragioni per farlo, una per non farlo

Quattro almeno le ragioni per fare condono di tasse vecchie e non pagate. Una per non farlo mai il condono: premia chi non paga d’abitudine di principio, incita a non pagare, punisce e mortifica chi ha pagato secondo regola. 

Governi d’Italia: condono mai! Cioè ogni cinque anni ce n’è uno

I governi d’Italia (più o meno tutti) di fronte al condono fiscale hanno avuto questa linea storica di comportamento: condono mai! Cioè uno ogni cinque anni in media. Il governo tipo italiano e italiano tipo sempre assicura, garantisce, proclama che mai farà condono fiscale. Poi però il condono regolarmente arriva in media ogni lustro, basta sapere aspettare.

Condono sotto i 30 mila euro di reddito

Condono, l’ultimo che riguarda le tasse vecchie, vecchie e non pagate. Si poteva non fare, c’erano, come sempre, ottimi motivi per non farlo. Non farlo era una scelta equa, di equità tra i morosi delle tasse e i pagatori regolari e puntuali. Ma, se andava fatto, il condono di Salvini era sul versante opposto altrettanto equo. Salvini diceva: cancellazione delle tasse vecchie e non pagate per tutti.

Altra ed opposta equità, ma equità nel beneficio del condono. Insomma, condono anche no. Ma se condono doveva essere era meglio quello di Salvini. Invece è stato un condono con il marchio Pd e Leu, e il marchio è condono solo per i redditi sotto il 30 mila euro lordi annui.

Chi c’è sotto i 30 mila lordi annui

Sotto i 30 mila lordi annui di reddito ci sono decine di milioni di contribuenti. Fra questi milioni che guadagnano meno di 30 mila e milioni che dichiarano meno di 30 mila. Le due cose non coincidono, per nulla. E lo si sa da decenni. Sotto i trentamila euro lordi annui di dichiarato i due terzi di intere categorie professionali e di attività di impresa.

Pd e Leu che hanno voluto il limite legato al reddito dichiarato hanno steso la loro ala protettiva sull’intera mappa della elusione ed evasione fiscale. Prendere per buona ed esaustiva la mappa delle dichiarazioni dei redditi e delle dichiarazioni Isee è volutamente prendere e seguire una mappa sbagliata e falsa. Pd e Leu non possono non saperlo.

Punire i ricchi, l’ossessione. Che poi ricchi non sono

Ma Pd e Leu non hanno seguito mappe, se non quella pigra della coazione a ripetere. Hanno ritenuto di dover vestire il condono (parola brutta a sinistra) di una mantella ideologica, no, ideologica è termine troppo impegnativo. Hanno dovuto vestire il condono a misura della loro propaganda. E propaganda fiscale della sinistra viaggia tra due poli: meno tasse per i ceti economicamente deboli e far piangere fiscalmente i ricchi. I ceti economicamente deboli però in Italia di fatto e di legge di tasse ne pagano poco o nulla.

Se davvero hai reddito fino a 20/25 mila annui paghi poco di tasse, se davvero hai reddito tra 15 e 20 mila di tasse paghi legalmente (e giustamente) nulla. Peccato però che sia valanga, consolidata valanga, quella degli economicamente deboli per finta e non per davvero. La sinistra dell’equità fiscale si rifiuta di distinguere tra chi guadagna 20 mila l’anno e chi dichiara 20 mila l’anno.

Quindi la quota ricchezza secondo Pd e Leu oltre la quale non si accede al condono: 30 mila lordi annui, cioè 2300 al mese (13 mensilità), cioè circa 1800 netti al mese. Qui secondo Pd e Leu comincia l’agiatezza economica. Più in là secondo loro è già ricchezza: infatti a quota 50 mila lordi non solo c’è pesante aliquota Irpef ma c’è anche esclusione di fatto da gran parte del Welfare. Il condono delle tasse vecchie e non pagate, così come l’hanno voluto Pd e Leu, intima a chi guadagna e dichiara 2500 euro al mese di pagare e consente a chi dichiara meno ma molto di più guadagna di vedersi abbonato il debito. Condono, anche se condono fosse in natura iniquo, nella realtà era più equo quello di Salvini.