Condono gradasso: 60 mld immaginari. Condono reale: 13 mld grasso che cola

di Lucio Fero
Pubblicato il 18 giugno 2018 9:27 | Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2018 11:38
Condono gradasso: 60 mld immaginari. Condono reale: 13 mld grasso che cola

Condono gradasso: 60 mld immaginari. Condono reale: 13 mld grasso che cola

ROMA – Condono gradasso. Gradasso non tanto il condono quanto che ne gonfia a tutto fiato il possibile, anzi sicuro e fantastico gettito: addirittura 60 miliardi di euro. Sessanta miliardi di euro per il Fisco, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] soprattutto per il governo M5S-Lega e perché il governo giallo-verde ci faccia con quei 60 i redditi di cittadinanza, le pensioni a  64 anni, la flat tax, cioè meno Irpef per tutti.

Matteo Salvi che mai si concede la fatica e l’ingombro di una complicazione nell’invincibile marcia dei ragionamenti semplici, come sempre la fa semplice, molto semplice. Il Fisco italiano ha a registro circa 800 miliardi di tasse non pagate dai contribuenti. E allora ecco Salvini Capitan Italia che spiega semplice: “Pace fiscale è: mi dai il 15 per cento di quel che mi devi e stiamo pari”. Pace fiscale è solo la nuova denominazione del condono fiscale, anche i nuovi governanti hanno il loro parlar politicamente corretto.

Ottocento miliardi e, ragiona semplice Salvini, facciamo che la metà dei debitori aderiscono al condono. La metà di 800, cioè 400. Quattrocento miliardi. Quindici per cento su 400 miliardi fa 60. Sessanta miliardi che chi si è dimenticato di pagare in tasse negli anni passati adesso pagherà tramite condono facendo felice e ricco il governo giallo verde.

Semplice. Troppo semplice. Salvini non si è sottoposto alla fastidiosa fatica di leggere oltre le prime due righe. Fosse arrivato alla quarta di riga del foglio che leggeva, avrebbe letto che la gran parte di quegli 800 miliardi dovuti al fisco sono dovuti da persone fisiche decedute, da aziende fallite e da cittadini-contribuenti che risultano nullatenenti o proprietari unicamente della prima casa su cui giustamente il fisco può nulla.

I miliardi in tasse non pagate su cui realmente si può recuperare, in cui si può pescare con la rete del condono sono secondo Agenzia delle Entrate non 800 ma 63. E quindi il gettito stimabile da un condono fiscale scende secondo le stesse stime ad un massimo di 13 miliardi.

Massimo 13 miliardi. Da questi va sottratto quanto i debitori con il Fisco a vario titolo hanno pagato o stanno pagando con le due rottamazioni delle cartelle esattoriali (tra i 2 e i 3 mld). Quindi 13 miliardi, grasso che cola. Più probabilmente una decina.

E dalla decina di miliardi in più per il Fisco da condono va sottratto quanto sempre in attesa di condono fiscale i contribuenti non pagano più. Sapendo che è in arrivo condono, la prima reazione logica del contribuente è dilazionare se non omettere i pagamenti.

Quindi la pace fiscale, se sarà come la raccontano, alla fine pagherà circa un sesto di quanto costerebbe la flat tax. A meno che…

A meno che il condono fiscale non sia tombale. Che vuol dire, qual è la differenza? La pace fiscale è un patteggiamento sulla quota di tasse da pagare, le tasse che il Fisco sa non pagate. Il condono tombale invece elimina, cancella non solo i debiti già noti ma annulla ogni possibilità di accertamento sui comportamenti fiscali del passato. Con condono tombale ti compri non solo lo sconto sulle tasse che il Fisco sa, conosce come non pagate. Con il condono fiscale tutto il nero di tutti gli anni passati scompare. Tombato appunto.

Ecco, se lo fanno così il Condono soldi ne portano a casa. E certo più di dieci miliardi. Non sessanta ma trenta forse sì e forse più. Ma può M5S nato per seppellire la Repubblica dei furbi mettere la propria firma su atto di legge che premia i furbi delle tasse?

Qualcuno dice e forse dirà anche stavolta: il Condono tombale è sommamente ingiusto ma si fa una volta e mai più. Dopo si ricomincia in maniera ordinata e corretta. Insomma una grande eccezione per fondare la regola che le tasse si pagano più o meno tutte. Davvero? Ma quando mai…

Il primo maxi condono è del 1973, l’ultimo del 2008. Risulta a qualcuno che dopo il 1973 e poi per gli anno ’80 e ’90 e poi fino al 2008 e poi negli ultimi dieci anni l’evasione fiscale sia sparita in Italia? Suvvia…sparita: che esagerazione. Allora dimezzata? Esagerazione. Allora calata? Allora limata? No, mezzo secolo di condoni l’evasione fiscale l’ha coltivata, coccolata, rassicurata, ingrassata. E qualcuno dalle parti di Di Maio ci aiuti a capire perché se il condono fiscale lo fa Berlusconi è uno schifo a vantaggio della casta degli evasori e se invece lo fa Di Maio è la volontà incarnata del cittadino puro, anzi purissimo.

 

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