Coronavirus, come piega il tuo portafoglio: a V, W, U, L…

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 17 Aprile 2020 9:37 | Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2020 9:37
Coronavirus e crisi economica, come piega il tuo portafoglio: a V, W, U, L...

Coronavirus, come piega il tuo portafoglio: a V, W, U, L… (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – E tu che crisi prevedi: a U, W, V o L? Sembra un quesito folle, ma lo è meno di quanto si potrebbe credere ad un prima lettura.

Gli esperti, i cosiddetti analisti s’interrogano su che tipo di crisi economica sarà quella innescata dal coronavirus, e le lettere (U,W,V ed L) altro non sono che l’andamento grafico atteso dai diversi operatori: per alcuni, forse i più ottimisti, seguirà la forma della lettera U, con una discesa e una risalita relativamente lente, per i più pessimisti sarà invece ad ‘L’, discesa dritta e poi linea piatta.

Ma la verità, come ammettono i più, è che non ne sappiamo nulla e tutte le ipotesi sono per buona parte campate in aria perché basate sui precedenti storici. Precedenti che nel nostro caso non esistono.

Che tipo di percorso rappresentino le varie lettere è tutto sommato intuitivo: la U come detto una discesa e una risalita soft, anche se la discesa non è stata finora molto morbida; la W un andamento altalenante, fatto di alti e bassi, cadute e risalite per un tempo più o meno ignoto; la V una caduta e una risalita molto ripide e rapide e, la L, la caduta verticale seguita da una molto preoccupante linea orizzontale.

Che crisi sia non c’è nemmeno bisogno di ripeterlo, chi ha qualche risparmio investito lo ha già visto dimagrire significativamente, chi ha un’azienda sta già facendo conti amari e chi ha un lavoro dipendente spera di non perderlo, mentre qualcuno per sua sfortuna lo ha già perso.

Il dubbio, l’interrogativo che rimane è allora su che tipo di crisi sarà. E se tutti sono d’accordo che sarà la peggiore a memoria d’uomo, ai livelli o forse persino più dura di quella del famigerato 1929, più disomogenea è l’opinione su che forma prenderà.

La maggioranza degli addetti ai lavori, il 52%, propende per la lettera U. Più indietro, al 22%, quelli che si aspettano invece le montagne russe della W e, al 15%, quelli che prevedono invece un andamento a V. In fondo, al 7%, quelli che vedono all’orizzonte la linea piatta della L.

Come sempre sarà il tempo a dire chi aveva ragione e aveva visto giusto. Ma forse mai come ora in realtà l’incertezza regna sovrana. Le previsioni finanziarie, come tutte le previsioni, si basano infatti sulle serie storiche, su quanto avvenuto in passato in simili occasioni, sulle reazioni scatenate in situazioni paragonabili…

E’ così per il meteo, per il Totocalcio e per tutte le cose della vita. Ma nella nostra vita, nella vita di noi singoli individui ma anche nella vita dell’economia moderna non c’è mai stato nulla di simile o nemmeno di paragonabile.

L’ultima pandemia che davvero coinvolse il Pianeta fu quella di spagnola, giusto un secolo fa. Ma se in comune con allora c’è un virus, di diverso rispetto ad allora c’è che quello era un mondo appena uscito da una guerra mondiale, un mondo senza aerei, un mondo non globalizzato e nemmeno lontanamente industrializzato come ora.

Era un mondo senza welfare o quasi. Era un altro mondo. In tempi appena più recenti, la crisi del famigerato 1929. La crisi finanziaria per antonomasia, presa a modello e quasi a spauracchio. Ma anche qui è difficile adottare gli schemi di un mondo e un’economia non solo senza internet, ma praticamente senza telefono, a quella di un Pianeta interconnesso come quello contemporaneo.

E qui finiscono i precedenti più vicini, inutile infatti prendere ad esempio le crisi più recenti, legati ad avvenimenti specifici di un Paese o comunque troppo limitate per essere usate come metro di paragone.