Fca-Peugeot, matrimonio per crescere e sopravvivere: un colosso da 50 mld di dollari

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Ottobre 2019 10:20 | Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2019 10:20
Fca-Peugeot, prove di matrimonio

Il marchio Fca (Fiat-Chrysler Automobiles)

ROMA – Un colosso da 50 miliardi di dollari di fatturato, un gruppo da 9 milioni di auto vendute all’anno, il terzo costruttore mondiale. Sono queste le cifre che ballano nella trattativa fra Fca e i francesi di Psa (Peugeot), discussione già avviata secondo le indiscrezioni del Wall Street Journal

Terzo gruppo mondiale di costruttori auto

La fusione collocherebbe il nuovo gruppo al quarto posto dopo Volkswagen, che vende 10,8 milioni di auto, così come Nissan-Mitsubishi, Toyota, 10,6 milioni. Superando invece General Motors che immatricola 8,4 milioni di veicoli.

Per la casa francese l’alleanza aprirebbe le porte al mercato americano, mentre Psa porterebbe in dotazione le piattaforme sull’elettrico e la più radicata presenza sul fronte asiatico. Secondo il quotidiano americano la discussione è in corso e la fusione non è l’unica opzione sul tappeto.

“Una opzione sarebbe una fusione tra pari con il ceo di Peugeot, Carlos Tavares, che assumerebbe il ruolo di amministratore delegato della nuova società, mentre a John Elkann spetterebbe la presidenza”, segnala Paolo Griseri su Repubblica. Non solo voci, visto che già domani pomeriggio è convocato il consiglio di amministrazione di Psa in via straordinaria proprio per esaminare il progetto.

Il tentativo fallito con Renault

Apprezza il mercato americano. Il titolo del gruppo guidato da Mike Manley vola a Wall Street con un balzo del 7,48%. Torna così a sorpresa l’ipotesi di un accordo in terra francese, dove Elkann, numero uno anche della holding Exor, aveva lanciato a maggio un’offerta per fondersi con la grande rivale di Peugeot, Renault. Un tentativo naufragato a causa delle resistenze dei giapponesi di Nissan, partner di Renault. Ma soprattutto del mancato sostegno all’operazione del governo francese, azionista della casa automobilistica. Che ha puntato l’indice sul rischio di cannibalizzazione dei marchi e sui timori per l’occupazione.

Un lungo corteggiamento

La ripresa della trattativa è rimasta a lungo una possibilità anche per le aperture dei vertici e della casa francese. Bisogna però anche dire che Psa – con cui Fca ha una collaborazione per i veicoli commerciali alla Sevel in Abruzzo fino al 2023 – è sempre rimasto tra i partner papabili. Le voci sui colloqui tornano a intervalli regolari. Diversi anni fa è stato Tavares a proporre un accordo tra le due case automobilistiche ventilando anche la possibilità, si racconta, di fare il numero due di Sergio Marchionne, allora amministratore delegato di Fca, pur di evitare problemi di governance in caso di nozze.

La possibilità di un’intesa è tornata anche a marzo di quest’anno, quando il gruppo italoamericano avrebbe respinto le avances del ceo di Psa. “Per la Fiom le priorità sono rilanciare sviluppo e produzione in Italia e tutelare l’occupazione”, commenta subito Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil. (fonte Ansa)