Scandalo tassi Libor: la Fed di New York sapeva già dal 2007?

Pubblicato il 10 luglio 2012 17:19 | Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2012 17:26
barclays

(Foto Lapresse)

NEW YORK – La Federal reserve Bank di New York, nell’agosto 2007 era già a conoscenza del fatto che la fissazione dei tassi di interesse di riferimento Libor a livello mondiale era difettosa? A rivelarlo sarebbe stata la stessa Barclays pubblicando, alla vigilia dell’audizione dell’ex ad della banca Bob Diamond al Parlamento, una nota che dà conto di uno scambio di vedute nell’ottobre 2008 tra l’ad e il deputy governor della banca centrale inglese Paul Tucker. Questi avrebbe larvatamente incoraggiato a indicare tassi più bassi di quelli reali, adducendo telefonate in tal senso da esponenti senior del Parlamento. Dopo di che Barclays tira dentro anche le altre banche del pool e la banca centrale americana.

In pratica successe che anziché salvare l’economia reale e perseguire le frodi che avevano portato alla crisi, per evitare che il sistema andasse in tilt dalle due parti dell’Atlantico si scelse di salvare le banche coi soldi pubblici, incoraggiare i trucchi del Libor e abbassare i tassi di interesse della Fed quasi a zero per dare ossigeno alle banche in crisi di liquidità. Mettendo sotto il tappeto la polvere, vale a dire nascondendo nei bilanci delle banche i titoli tossici da subprime rifilati anche all’Europa, che le avevano portate al quasi fallimento.

A New York il portavoce della Fed ha rilasciato una dichiarazione in cui ammette che “nel contesto del nostro monitoraggio del mercato dopo l’inizio della crisi finanziaria alla fine del 2007, che coinvolse migliaia di telefonate ed e-mail con i partecipanti al mercato per un lasso di tempo di molti mesi, abbiamo ricevuto occasionali rapporti aneddotici da Barclays sui problemi con Libor.

Ma nelle sue dichiarazioni la Fed sta molto attenta a non fornire la tempistica sulla sua attività di comunicazione con le autorità britanniche.

Barclays avrebbe detto, nei documenti rilasciati martedì scorso, che prima ha contattato i funzionari Fed il 28 agosto 2007 per discutere sui tassi Libor nel momento in cui problemi di credito derivanti dalla bolla immobiliare Usa stavano cominciando a montare. E che tra allora e l’ottobre 2008,avrebbe comunicato almeno altre 10 volte con la banca centrale americana sui tassi Libor, comprese le comunicazioni sui problemi legati al Libor durante la crisi finanziaria.

Barclays dice: “Crediamo che questa cronologia mostri chiaramente che la nostra gente ha più volte sollevato dinanzi alle autorità di regolamentazione preoccupazioni derivanti dall’impatto della crisi del credito sulle impostazioni Libor, per un periodo di tempo piuttosto prolungato”.

Tutto da accertare, nelle dovute sedi, ma resta un fatto: questo andazzo non ha di certo giovato al sistema finanziario, tanto meno all’economia reale e alle popolazioni. La crisi, del resto è sotto gli occhi di tutti.

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