Fiat, raggiunto accordo su Mirafiori. Ma senza la firma di Fiom

Quello che si sapeva è successo: l’accordo sullo stabilimento Fiat di Mirafiori, nel torinese, è stato raggiunto. Ma Fiom non ha firmato.

L’accordo è stato trovato dopo un mese di trattative, e dopo lo stop dello scorso 3 dicembre. In ballo, da parte del Lingotto, c’è un investimento da un miliardo. Il prezzo maggiore però sembra che lo dovrà pagare proprio il sindacato della Cgil: quando nel 2012 nascerà la newco di Mirafiori, in base all’intesa firmata il 23 dicembre, la Fiom resterà fuori. In base all’accordo, infatti, la rappresentanza sindacale sarà concessa solo alle sigle che hanno firmato, ovvero Fim, Uilm, Fismic e Uglm.

Nei piani dell’amministratore delegato Sergio Marchionne l’investimento servirà a trasformare la fabbrica nell’avamposto europeo – e italiano – del gruppo americano Chrysler. Mirafiori dovrà infatti produrre i Suv realizzati su una piattaforma con i marchi Alfa-Chrysler.

Il commento di Sergio Marchionne. ”E’ un gran bel momento per tutti quelli che hanno faticato per raggiungere un’intesa, ma soprattutto per i lavoratori e per il futuro dello stabilimento. Mirafiori inizia oggi una nuova fase della sua vita”: lo ha detto l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne a propoito dell’accordo su Mirafiori. ”Adesso bisogna lavorare per realizzare il contratto collettivo specifico per la joint venture che consentirà il passaggio dei lavoratori alla nuova societa’ Fiat-Chrysler”.

”Grazie all’accordo di oggi – ha aggiunto l’ad del Lingotto – Mirafiori potrà compiere un salto di qualità e farsi apprezzare a livello internazionale, diventando un esempio unico in Italia di impegno condiviso da un costruttore di automobili estero, come la Chrysler”. ”Per quanto ci riguarda, faremo partire gli investimenti previsti nel minor tempo possibile”: lo assicura l’ad della Fiat, Sergio Marchionne. ”Mirafiori – aggiunge in una dichiarazione subito dopo l’accordo – inizia oggi una nuova fase della sua vita”.

L’accordo raggiunto su Mirafiori ”è una grande opportunità ed è il miglior regalo di Natale che potessimo fare alle nostre persone”. Lo ha detto l’ad di Fiat Sergio Marchionne, osservando che lo stabilimento ”inizia oggi una nuova fase della sua vita. Questo stabilimento e’ il simbolo della Fiat, è quello che custodisce la storia dell’automobile italiana e l’orgoglio manifatturiero”.

Il presidente di Confindustria, Marcegaglia. Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia esprime ”grande soddisfazione e vivo plauso” per l’intesa sullo stabilimento di Mirafiori, che rappresenta ”un significativo elemento di innovazione per le relazioni industriali e che va a vantaggio dell’intero sistema economico e produttivo del paese”. ”Ora – aggiunge in una nota – lavoreremo tutti insieme per realizzare questo importante accordo”.

Il ministro del Lavoro, Sacconi. ”Come avevamo auspicato l’accordo si è realizzato prima di Natale, confermando da un lato la volontà di Fiat Chrysler di realizzare un importante investimento a Mirafiori e, dall’altro, la volontà dei sindacati riformisti di accompagnare quest’intesa con la piena utilizzazione degli impianti e una migliore remunerazione del lavoro attraverso un contratto più vantaggioso”. Così il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, commenta in una nota l’intesa raggiunta sullo stabilimento di Mirafiori.

”Fermi restando i diritti di libera associazione sindacale garantiti dallo Statuto dei lavoratori, che la stessa ipotesi di Statuto dei lavori conferma, per la prima volta – prosegue – firmatari e non firmatari di un contratto non saranno sullo stesso piano rispetto alla controparte aziendale, perche’ la firma ha un valore”.

“La condivisione di maggiore salario e di maggiore competitività per maggiori investimenti – prosegue il ministro in un comunicato – si realizza nell’accordo per Mirafiori anche sulla base della detassazione al dieci per cento, portata ora dal governo a 40 mila euro di reddito, per cui ne beneficeranno tutti gli operai e gli impiegati, di tutta la retribuzione collegata alla maggiore efficienza produttiva”.

Landini (Fiom): “Un accordo vergognoso”. ”Siamo di fronte ad un accordo indifendibile e vergognoso. Per la prima volta che si cancella di fatto l’esistenza del contratto nazionale e si ledono i diritti dei lavoratori, impendendo ad un’organizzazione, tra l’altro la più rappresentativa del comparto e non solo della Fiat, di avere uomini e rappresentanze”. E’ il duro commento del segretario nazionale della Fiom, Maurizio Landini, interpellato sull’accordo separato su Mirafiori raggiunto nella serata del 23 dicembre a Torino.

”I contenuti dell’accordo – prosegue Landini – peggiorano quanto fatto a Pomigliano. Si riducono le garanzie per i lavoratori e si conferma che non si vogliono pagare i primi giorni di malattia, con sanzioni che possono arrivare fino al al licenziamento per i lavoratori che dovessero decidere di scioperare. Tutto questo è grave – prosegue Landini – e riteniamo che non sia vero che c’è bisogno di fare questo per fare gli investimenti: i turni, così come la flessibilità, si possono aumentare anche con questo con questo contratto nazionale. Come Fiom abbiamo sempre detto che siamo disposti a discutere prima di scioperare. Ma abbiamo sempre avuto a che fare con una controparte che vuole solo un sindacato corporativo e aziendalista, superando l’idea del sindacato confederale. cois’ facendo, si lede la libertà di ogni singolo lavoratore di aderire all’organizzazione sindacale che meglio lo può rappresentare”. Insomma, conclude Landini, ”siamo al ricatto: un referendum in queste condizioni è illegittimo perché si chiede ai lavoratori di rinunciare ai propri diritti”.

I punti del no di Fiom. La posizione di Fiom era stata chiara sin dall’inizio: trattative solo se “vere”, no ad un “Pomigliano bis”. In questi0ne i turni, le pause per la mensa e la mutua.L’azienda aveva chiesto ai sindacati di ridurre le pause di 10 minuti nel complesso portandole da due di 20 minuti a tre di dieci minuti su modello di quanto accaduto a Pomigliano ma anche nello stabilimento di Melfi. La diminuzione delle pause (da 40 a 30 minuti al giorno) sarà retribuita con 32 euro al terzo livello in busta paga. L’azienda ha chiesto anche di spostare la pausa mensa a fine turno: di fatto quindi nel turno di mattina invece di mangiare a mensa alle 11.45 e uscire alle 14 sarà possibile mangiare alle 13.30 o alla stessa ora timbrare e uscire dalla fabbrica. La mensa a fine turno è già in vigore a Melfi dal 1992 e a Pomigliano dall’accordo del 15 giugno scorso.

Per quanto riguarda i turni, quando partirà la joint venture con Chrysler (a metà 2012) la newco chiederà ai dipendenti dieci turni settimanali (dyue per 5 giorni) che saliranno a 12 (due turni di straordinario) a seconda dell’andamento del mercato. Le ore di straordinario nel complesso obbligatorie per i dipendenti saranno 120 l’anno (15 sabati lavorativi) 80 in più rispetto alle 40 (5 sabati lavorativi) previste fino ad oggi dal contratto. La cifra di 120 ore è già prevista per lo stabilimento di Pomigliano, definita nell’accordo di giugno non firmato dalla Fiom. Il numero dei turni crescerà a seconda delle esigenze di mercato fino a 18 (tre turno per 6 giorni la settimana) ma il 18esimo (il sabato notte) sarà possibile prenderlo come permesso oppure lavorarlo con una ampia maggiorazione salariale.

Il commento di Fiom. ”La firma nella delegazione ristretta è una firma con vergogna di un accordo senza precedenti che limita la libertà di associazione sindacale. Serve una risposta di tutto il mondo del lavoro”. Lo dice Giorgio Airaudo, responsabile Auto della Fiom dopo l’accordo separato su Mirafiori”.

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