Flat tax, volontaria perché? 80% contribuenti paga già meno 15% di tasse

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 29 Luglio 2019 8:28 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2019 8:28
Flat tax, sarà volontaria ma perché? 80% contribuenti paga già meno 15% di tasse

Salvini alla presentazione della Flat Tax (foto Ansa)

ROMA – Flat tax, volontaria perché? Se lo è pubblicamente chiesto niente meno che il vice presidente del Consiglio, il capo politico M5S Luigi Di Maio. Perché volontaria? Ha domandato Di Maio. Aggiungendo: “Se si tratta di pagare meno tasse siamo tutti volontari”. Chissà quanta genuina ingenuità c’è in questa domanda di Di Maio. Probabilmente molta e molto genuina.

Eppure è noto e documentato da tempo che c’è gran parte di Italia che paga poche tasse, poco di tasse. Avete letto bene: “poche e poco di tasse”. L’Italia intera piange e lacrima eccesso di tasse da pagare. Ma un buon pezzo d’Italia quanto a tasse pagate in proporzione all’imponibile ha ben poco da piangere e lacrimare.

Un pezzo grande quanto? Per l’esattezza almeno 32, 1 milioni di contribuenti su 40, 1 milioni. In percentuale l’ottanta per cento. Otto contribuenti italiani su dieci pagano aliquota Irpef media del 14,4 per cento. E questo oggi, prima della Flat tax modello Salvini che chiede a tutti di pagare il 15 per cento dell’imponibile. Quindi, se fosse, 32 milioni di contribuenti ci andrebbero a rimettere. Ecco perché volontaria.

Ma come è possibile, ma che dici? Dove esce questa novità? Non è una novità: ripetuta e stampata cento volte. Ma anche a ripeterla, mostrarla, documentarla un milione di volte in maniera incontrovertibile, alla pubblica opinione suona sempre come impossibile. Perché? Perché avere l’opinione di pagare troppo è molto meno faticoso che sapere di pagare poco, la mente (e la gente) si rifiuta.

Eppure eccole qua le cifre: 17,6 milioni di contribuenti dichiarano redditi fino a 15 mila euro l’anno, quindi tra deduzioni e scaglioni pagano aliquota Irpef 5,2 per cento.

Altri 14 milioni di contribuenti dichiarano redditi fino a 28 mila euro. Quindi pagano aliquota Irpef effettiva del 14,4 per cento.

Diciassette e passa milioni più 14 e passa milioni fa 32 milioni di contribuenti (in percentuale 43,9% più 36,2%, cioè 80 per cento) che , qui e oggi, pagano di Irpef ben sotto il 15 per cento del loro imponibile.

Con la Flat tax di Salvini l’80 per cento di contribuenti potrebbe rimetterci, Flat tax di Salvini che si ferma a quota 55 mila di reddito come applicazione del calo di tassa, quindi riguarda quelli tra 28 mila e 55 mila euro di reddito dichiarato, non più del 15 per cento del totale dei contribuenti.

E’ così che sono fatte le tasse in Italia, ma Di Maio non lo sa. Di fatto non lo sanno da anni e anni i sindacati e il Pd che continuano a fissare la soglia dell’agiatezza a 2.500 euro netti al mese. Di fatto non lo sanno Parlamento e governi e non lo sa Salvini con la sua Flat tax. Non lo sa neanche il signor Rossi o come lo si voglia chiamare l’ideal tipo del popolo, della gente. Gran parte d’Italia non sa e non vuol sapere che troppe e troppo di tasse riguarda il 20 per cento degli italiani. Gli altri no.

Per la cronaca, la Flat tax in Europa c’è in questi paesi: Russia, Bielorussia, Estonia, Lituania, Bosnia, Romania, Bulgaria, Macedonia, Ungheria, Georgia. Tutto Est Europa e un po’ di Balcani. Niente Europa occidentale, centrale e del Nord. Sarà un caso? Come direbbe Di Maio, domandarsi perché.