G20: finanziare la ripresa. Negli Usa i disoccupati calano poco

Pubblicato il 6 settembre 2013 15:45 | Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2013 16:27
G20: finanziare la ripresa. Negli Usa i disoccupati calano poco

G20: finanziare la ripresa. Negli Usa i disoccupati calano poco

SAN PIETROBURGO – G20: finanziare la ripresa. Negli Usa i disoccupati calano poco. Alla fumata nera sulla Siria, i grandi al G20 oppongono solo un documento comune sulla crescita e sull’occupazione per uscire dalla “crisi mondiale più lunga della storia moderna”: al di là dei proclami e degli impegni solenni su evasione e elusione fiscale “cross-border”, spicca l’invito a proseguire con politiche monetarie espansive. Un avvertimento che chiama in causa direttamente Ben Bernanke, il governatore della Federal Reserve, affinché prosegua a iniettare gli 85 miliardi di dollari mensili nel sistema. Un semplice suo annuncio di abbassamento del livello espansivo, legato ai dati della disoccupazione, aveva gettato nel panico i mercati. Il fatto è che la debole ripresa, che c’è, deve ancora troppo agli interventi di politica monetaria.

Al G20 ho colto “molto interesse nei confronti dell’Italia, che giochi un ruolo e che ci sia stabilità”: quindi “c’e’ bisogno di un’Italia stabile”, politicamente, finanziariamente ed economicamente. Spiega il premier Enrico Letta. L’Italia a questo G20 “non è più stata dietro la lavagna” e ha potuto agire con grande libertà e con grande determinazione. “Siamo riusciti a mettere il lavoro e l’occupazione giovanile” al centro dei lavori del G20, ha concluso Letta.

Nel frattempo, però, sono arrivati sui dati della disoccupazione negli Usa: è calata, crescono di poco ad agosto gli occupati, ma meno del previsto. Un bel rompicapo per Bernanke, sottolinea il Financial Times. Perché se il livello di disoccupazione è sceso ad agosto con 169 mila occupati in più, quel 7,3% dove si è attestata l’asticella è il risultato, sfortunatamente, soprattutto del fatto che meno persone stanno cercando lavoro. Non solo. I dati incoraggianti di giugno e luglio sulla disoccupazione hanno avuto bisogno di una importante revisione al ribasso: dalla crescita del mercato del lavoro vanno sottratti 74 mila posti. Il significato è chiaro, secondo gli analisti: questa debole ripresa dell’economia offre pochi segnali di significative inversioni di tendenza sul mercato del lavoro.