Grecia si ribella all’Ue: “No alle tasse su birra e grappa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Novembre 2015 10:17 | Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2015 10:17
La grappa Tsipouro (foto: Wikipedia)

La grappa Tsipouro (foto: Wikipedia)

ATENE, 7 NOV – La Grecia si ribella alla Troika e dice un secco no alle tasse su birra e grappa (la celebre e artigianale Tsipouro). Giovedì  il Parlamento è stato chiamato ad approvare il secondo pacchetto di misure richieste dalla Troika per sbloccare altri 2 miliardi di prestiti.  Quando però è arrivato il momento di affrontare il comma relativo alle micro-birrerie artigianali, Tsipras ha capito subito che non ce l’avrebbe fatta. E il comma è stato ritirato.

Racconta Ettore Livini di Repubblica:

La madre di tutte le battaglie ad alta gradazione alcolica è però quella che Tsipras sarà costretto a combattere nei prossimi mesi contro la Troika per difendere dalla voracità del Fisco Ue lo Tsipouro, l’acquavite a base di vinacce distillata negli alambicchi di rame proprio in queste settimane in molte case e fattorie elleniche, quasi sempre destinata solo al consumo domestico. La Commissione Europea ha scritto ad Atene a fine settembre una lettera che ha il sapore di un ultimatum. La tassazione agevolata sullo Tsipouro ad uso commerciale (12,75 euro al litro di alcol, la metà dei rivali come Cognac e Rum) è illegale e rischia di essere classificata come aiuto di Stato. Quindi va raddoppiata. L’entrata a gamba tesa di Jean Claude Juncker nell’armadietto dei superalcolici è stato accolto da una valanga di proteste in tutto il Paese. Avvocati, produttori e politici si sono messi al lavoro per rispondere a Bruxelles (devono farlo entro un paio di mesi). E nessuno – sinistra, destra e centro – pare intenzionato ad accettare questo ennesimo diktat, impopolarissimo a livello elettorale. Si arriverà all’ennesimo scontro con la Troika, destinato forse a finire alla Corte di Giustizia del Vecchio continente. Va bene l’austerity. Ma non poter nemmeno provare a dimenticarla con un po’ di Tsipouro low-tax – per la Grecia – rischia di essere davvero troppo.