Prestito forzoso su Irpef e Ires per il regalino Iva

Pubblicato il 27 Giugno 2013 9:55 | Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2013 9:56
Prestito forzoso su Irpef e Ires per il regalino Iva

Prestito forzoso su Irpef e Ires per il regalino Iva

ROMA – Prestito forzoso su Irpef e Ires per il regalino Iva. L’impianto del decreto Lavoro che rinvia di tre mesi l’aumento dell’Iva è noto: lo stop sarà compensato con rate Irpef, Ires e Irap più alte in sede di acconto. Una copertura fiscale (il 78% della copertura), quindi, che non può, necessariamente, essere liquidata come “nuove tasse”: piuttosto è una sorta di “prestito forzoso” (a carico di professionisti, autonomi, imprese, artigiani, dipendenti e pensionati con altri redditi) come lo chiama Salvatore Padula sul Sole 24 Ore, perché tecnicamente si tratta solo di un’anticipazione.

Che, tuttavia, contraddice il principio condiviso di spostare la tassazione dai redditi ai consumi. Un altro pezzo di copertura, la tassa sulle sigarette elettroniche, varrà solo dal 2014. Intanto, con lo spread che torna sopra quota 300, Bruxelles osserva con attenzione: è per questo che, elencando in dettaglio tutte le misure, dovremo parlare di probabili coperture, visto che il decreto deve essere ancora approvato (il portavoce del commissario agli Affari economici Olli Rehn, ha già fatto sapere di “aver bisogno di capire come coprire il buco nei conti che si crea con il rinvio dell’Iva prima di commentare la misura”).

Ires e Irpef. Il decreto prevede l’aumento dal 99 al 100% dell’acconto Irpef e Irap versato a decorrere dal dall’anno d’imposta in corso al 31 dicembre, da persone fisiche e società di persone. Per le persone giuridiche, l’aumento va dal 100 al 101%. Per l’Irpef, nel 2013,questa previsione produce effetti esclusivamente sulla seconda o unica rata di acconto, “effettuando il versamento in misura corrispondente alla differenza fra l’acconto complessivamente dovuto e l’importo dell’eventuale prima rata di acconto”.

Ritenute banche. Il nuovo acconto sulle ritenute sugli interessi e sui redditi da capitale che le banche sono tenute a versare per il periodo di imposta in corso, aumenta dal 100 al 110%.

Sigaretta elettronica.  L’imposta di consumo sarà del 58,5% sul prezzo di vendita ma produrrà nuovo gettito solo dal 2014.

Intanto le imposte di fisse di bollo sono aumentate da ieri, crescendo da 2 a 16 euro.

Misure eventuali. Il testo sull’Iva è migliorabile e diverse sono le ipotesi ancora sul tavolo. Come una tantum si è parlato anche di cartolarizzazione degli immobili pubblici, ma non è esclusa nemmeno la possibilità di una rimodulazione delle aliquote, oggi suddivise in tre tranche (al 4, al 10 e al 21%). Alcuni prodotti potrebbero cioè salire di un livello, mentre il 22% verrebbe introdotto solo per alcuni beni considerati di lusso.