Lavoro, sempre più laureati disoccupati: +41%. E sono soprattutto donne

Pubblicato il 11 agosto 2012 13:26 | Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2012 17:47

Elsa Fornero (Foto Lapresse)

ROMA – E’ boom di laureati disoccupati: sono 304 mila le persone con un titolo di laurea e post laurea in cerca di un posto di lavoro. Lo dicono i dati Istat sul primo trimestre 2012. Si tratta del livello più alto almeno dal 2004, periodo fino al quale sono disponibili i dati. Su base annua il rialzo è del 41,4%. La maggior parte sono donne (185 mila).

Insomma tra i 2,8 milioni di disoccupati dei primi tre mesi dell’anno non mancano coloro che hanno studiato per anni e anni, anzi. Naturalmente il numero dei laureati è in crescita e ha raggiunto quasi i 6 milioni. Infatti sono in rialzo anche gli occupati con i massimi titoli di studio, pari a 4 milioni 187 mila, ma il loro incremento annuo (+3,5%) è nettamente più esiguo rispetto all’allargamento della disoccupazione.

Un’altra buona parte di laureati, fatta di 1 milione 444 mila persone (+2,8% su base tendenziale), rientra nella zona grigia dell‘inattività, coloro che né hanno né cercano un lavoro. Un fenomeno su cui pesa anche lo scoraggiamento.

Da un’indagine del Centro Studi di Confindustria emerge poi che la domanda di lavoro a inizio 2012 è rimasta in espansione ma a ritmi fiacchi se confrontata alle tendenze rilevate un anno prima.

Tra febbraio e aprile 2012 la quota di imprese che prevedevano un aumento dell’occupazione nei primi sei mesi dell’anno (17,9%) è diminuita rispetto a quella rilevata a inizio 2011 (22,6%), benché superi ancora la quota di quelle che prevedevano una diminuzione (11,4%, simile all’11,0% dell’anno precedente). Il saldo delle previsioni è quindi rimasto positivo (6,5%) ma si è dimezzato rispetto a inizio 2011 (11,6%).

L’occupazione nel 2011 ha registrato una sostanziale tenuta. Tra dicembre 2010 e dicembre 2011 c’è stata una lieve flessione dello 0,3% dopo il -1,1% nel 2010 e il -2,2% nel 2009. La tenuta è dovuta al ”seppur lento e parziale recupero del Pil tra fine 2009 e inizio 2011” e ”al fatto che le imprese hanno risposto alle contrazioni di produzione e ordini nella seconda parte dell’anno espandendo di nuovo il ricorso alla Cassa integrazione”.

Per quanto riguarda la qualità dei contratti di lavoro, si registra il costante calo delle assunzioni a tempo indeterminato: il 35,1% del totale del 2011 (erano 35,9% nel 2010, il 37,7% nel 2009, il 42,1% nel 2008). Le assunzioni con contratto a termine (a tempo determinato, di inserimento, di apprendistato) hanno riguardato il residuo 64,9%1, ma scendono le probabilità di stabilizzazione.