Manovra: domani incontro tra Regioni e forze sociali

Pubblicato il 29 Giugno 2010 19:26 | Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2010 20:31

Giulio Tremonti

Le Regioni continuano ad alzare la voce contro il governo per una manovra che, a loro dire, dovrà essere fortemente riequilibrata. Per questo il confronto di domani, indetto dalla Conferenza delle Regioni con Confindustria e sindacati, e naturalmente anche con Comuni e Province, pare alzare il tiro di uno scontro divenuto aspro, volto quasi a preparare il terreno – al di là delle aperture di Berlusconi (poi smentita) e di Bossi – a un redde rationem con Palazzo Chigi, che al presidente della Conferenza Vasco Errani sembra ormai inevitabile e che potrebbe sfociare nella restituzione delle deleghe assegnate alle Regioni dalla legge Bassanini.

L’appuntamento di domani, indetto ufficialmente per ”verificare la disponibilita’ per l’avvio di un tavolo di confronto sulla manovra finanziaria”, ha anche lo scopo, ha spiegato ieri Errani, di organizzare una ”migliore difesa dei cittadini”, soprattutto in un momento in cui e’ stata avviata ”una delegittimazione dell’istituzione regionale”. Il confronto intende dimostrare quindi che le Regioni sono unite e che ”vogliono fare la propria parte nel rispetto di una leale collaborazione istituzionale”, perche’ e’ a rischio ”lo sviluppo, l’occupazione e la qualita’ dei servizi essenziali per i cittadini”.

La sintonia con Viale dell’Astronomia e con le organizzazioni sindacali sembra essere per ora un dato acquisito, rafforzato dopo l’incontro tra le Regioni e il ministro Tremonti di neanche una settimana fa che ha sancito la rottura tra le parti. Al di la’ delle aperture della presidente Emma Marcegaglia – che recentemente reclamava, in sintonia con il governatore della Lombardia, la necessita’ che i tagli previsti dalla manovra non siano ”lineari per tutte le Regioni, perche’ non verrebbe premiato chi ha fatto bene, andando al contrario ad aiutare chi ha fatto male” – non e’ sfuggita ai più la condivisione dei sindacati lombardi su un documento della regione Lombardia contro la manovra finanziaria. Una raggiunta unita’ d’intenti che ha fatto dire ad esempio al segretario regionale della Cgil, Nino Baseotto, di apprezzare ”l’operato della Conferenza delle Regioni, per cui abbiamo invitato Formigoni ad operare affinche’ la posizione della Conferenza delle Regioni rimanga unitaria”, mantenendo il giudizio negativo sulla ”mancata equita’ e sulla necessita’ di un cambiamento profondo della manovra”.

Il confronto viene visto di buon occhio dal presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni e sindaco di Torino Sergio Chiamparino: ”l’Anci accoglie l’invito per verificare le iniziative che assieme potremo mettere in campo, con l’obiettivo di ottenere una manovra piu’ equilibrata nei confronti di Regioni e enti locali, che oggi sono gli unici livelli istituzionali penalizzati drasticamente dalla manovra del governo”. Disponibile ma con distinguo il presidente dell’Unione delle Province d’Italia Giuseppe Castiglione: ”sappiamo che si tratta di una manovra straordinaria e necessaria – ha premesso – ma siamo certi che esistano margini perche’ possa essere modificata e migliorata cosi’ da diventare piu’ corretta e sopportabile, razionalizzando la spesa e rilanciando l’economia e gli investimenti”.