Draghi: “La Bce non fa trucchi sulla Grecia”

Pubblicato il 9 Febbraio 2012 15:31 | Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio 2012 16:52

Mario Draghi (Foto LaPresse)

FRANCOFORTE – “Eviteremo qualsiasi trucco sui bond greci”: in attesa del vertice dell’Eurogruppo del 9 febbraio, la Banca Centrale Europea, per bocca del suo presidente Mario Draghi, ha ricordato che il Trattato  le proibisce di contribuire al piano di aiuti fornendo direttamente propri fondi.

A chi gli chiedeva della possibilità di cessione dei bond greci della Bce all’Efsf, Draghi ha quindi aggiunto come ”dare soldi in questa forma all’Efsf, controllato dai governi, equivale al finanziamento monetario. Dare invece una parte dei propri utili (provenienti dagli interessi sui bond di Atene in portafoglio ndr) agli stati membri dell’eurozona non rappresenta una forma di finanziamento monetario”. I governi potrebbero così decidere di ‘girare’ tali utili alla Grecia nell’ambito del piano di aiuti.

La Bce ha lasciato invariato il tasso di riferimento all’1 per cento. La stessa Bce si appresta però a varare una nuovo finanziamento (dopo quello di dicembre alle banche a 3 anni all’1 per cento) che in molti interpretano come una misura paragonabile, a tutti gli effetti, a un allentamento quantitativo.  Le banche devono utilizzare i finanziamenti concessi dalla Bce con il programma Ltro perché non c’è biasimo da parte del mercato.

”Vi sono segni di stabilizzazione nell’attività economica economica, ma rimangono rischi”, ha detto il presidente della Bce Mario Draghi. “La Bce continuerà a sostenere il funzionamento del sistema del credito e della finanza, ed è in grado di gestire l’aumento dei rischi connessi all’ampliamento dei collaterali”.

Il presidente ha affrontato il tema del mercato del lavoro in Europa, dicendo che ”dovrebbe vedere ridotte le rigidità e la flessibilità incrementata”.

Draghi ha spiegato che l’Europa ha chiuso il quarto trimestre in maniera ”molto debole” e la ripresa nel 2012 sarà ”molto graduale”. L’inflazione in Europa è prevista rimanere ”sopra la soglia del 2 per cento per diversi mesi” prima di calare sotto tale livello.

”Ho ricevuto dal premier greco Papademos, ha detto Draghi, una chiamata che informava della notizia del raggiunto accordo” a livello governativo in Grecia sulle misure di austerity. ”Non abbiamo discusso di un cambiamento della politica dei tassi di interesse”.

Sulla firma del fiscal compact, Draghi ha detto che ”testimonia la volontà degli Stati europei, specie quelli maggiori, di rinunciare a parte della sovranità in materia di bilancio” cambiando anche le Costituzioni. Secondo il presidente della Bce si tratta di un primo parziale passo verso l’unione di bilancio che ”non significa un’unione di trasferimenti di risorse dove uno stato guadagna e l’altro spende”.