Pec e Spid, dal primo ottobre si cambia: obbligo posta elettronica certificata (multa fino a 2mila euro)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Settembre 2020 14:32 | Ultimo aggiornamento: 28 Settembre 2020 14:32
Pec e Spid, dal primo ottobre si cambia

Pec e Spid, novità primo ottobre (Ansa)

Conto alla rovescia per la regolarizzazione della Posta elettronica certificata delle imprese e per il passaggio, per i servizi Inps, dal Pin allo Spid.

Pec e Spid, la data da tenere d’occhio è il primo ottobre. 

Pec e Spid, dal 1° ottobre obbligo posta elettronica certificata

Entro il primo ottobre tutte le aziende devono comunicare telematicamente al Registro delle imprese il proprio domicilio digitale (PEC) attivo e univocamente riconducibile all’impresa.

A stabilirlo è il Decreto Semplificazioni convertito nella Legge n. 120 dell’11 settembre 2020. Possedere un indirizzo di posta elettronica certificata, che facilita i rapporti con la Pubblica amministrazione, era già un obbligo dal 2008 per le società e dal 2012 per le imprese individuali.

Rischio multa fino a 2mila euro

Ma se la mancata comunicazione prevedeva finora solo una sospensione temporanea per l’invio di pratiche telematiche al Registro imprese, ora invece può comportare una multa.

Compresa tra i 206 e i 2.064 euro per le società, tra i 30 e i 1.548 euro per le imprese individuali. Per le imprese che dopo la scadenza del termine risulteranno prive di Pec, oltre al pagamento della sanzione amministrativa, è prevista l’assegnazione d’ufficio di un domicilio digitale da parte della Camera di Commercio.

La comunicazione del domicilio digitale è esente da imposta di bollo e diritti di segreteria. Può essere effettuata dal titolare o legale rappresentante dell’impresa direttamente dal sito ipec-registroimprese.infocamere.it. Oppure seguendo le istruzioni sul sito della Camera di commercio del proprio territorio.

Dal 1° ottobre l’Inps non rilascerà più Pin

Dal primo ottobre l’Inps non rilascerà più nuovi Pin per accedere ai servizi ma inizierà il percorso con lo Spid, il l’identità digitale unica.

Lo ha detto il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, nel corso del’iniziativa “Il Welfare con una nuova identità unica e digitale”, spiegando che vi sarà un periodo di transizione “di un anno”.

Tridico ha inoltre sottolineato la volontà di “non lasciare indietro nessuno” e che l’Istituto continuerà a rilasciare i Pin per alcune categorie di persone, come ai minori di 18 anni ed ai cittadini che non hanno un documento di identità rilasciato in Italia.

Dal 28 febbraio 2021, come previsto dal decreto Semplificazioni, si accederà ai servizi digitali della Pubblica amministrazione con Spid o con Carta di identità elettronica.