Pensioni: a giugno qualche euro in meno per quelle sopra i 1522 euro lordi. Inps ha aspettato il voto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 maggio 2019 9:10 | Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2019 10:18
Pensioni: qualche euro in meno per quelle sopra i 1522 euro lordi. L'Inps aspetta giugno. Dopo il voto

Pensioni: qualche euro in meno per quelle sopra i 1522 euro lordi. L’Inps aspetta giugno. Dopo il voto

ROMA – Cedolino di giugno più leggero, tra il recupero da parte dell’Inps della minore rivalutazione delle pensioni (sopra 1500 euro) ed il via ai tagli sulle pensioni d’oro (sopra centomila), con relativa prima tranche (su tre) di conguaglio. Attacca il sindacato dei pensionati della Cgil: “Il governo ci beffa e si riprende 100 milioni di euro dopo le europee”.

A giugno scatterà il conguaglio conseguente al taglio della rivalutazione annuale delle pensioni per il 2019, previsto dall’ultima legge di bilancio per i trattamenti sopra tre volte il minimo (1.522 euro al mese) e applicato da aprile. Lo indica l’Inps, in un messaggio pubblicato sul sito. “Nel mese di giugno 2019 viene recuperata la differenza relativa al periodo gennaio-marzo 2019”, si legge.

Per chi incassava da poco più di 1.522 euro fino a 2.000 euro la differenza mensile lorda da restituire è inferiore all’euro. Si aggira sui 5 euro per gli assegni oltre i 2.000 e fino a 2.500 euro, per poi salire e arrivare, per esempio, a 25 euro per chi ne riceve poco più di 5mila.

5 x 1000

Confermato da giugno anche il via al taglio sulle pensioni d’oro, anch’esso previsto dalla legge di bilancio, per i trattamenti pensionistici superiori a 100mila euro annui. Le pensioni interessate dal taglio della perequazione sono state adeguate a partire dalla mensilità di aprile 2019. Per quanto riguarda, invece, il taglio sulle pensioni d’oro, in una circolare del 7 maggio scorso l’Inps ha chiarito le modalità ricordando che a decorrere dal primo gennaio 2019 e per la durata di 5 anni “i trattamenti pensionistici diretti complessivamente eccedenti l’importo di 100.000 euro lordi su base annua sono ridotti di un’aliquota percentuale in proporzione agli importi dei trattamenti pensionistici”.

La riduzione partirà dal 15% per la quota di importo da 100.000 a 130.000 euro; del 25% per la quota da 130.000 a 200.000 euro; del 30% da 200.000 a 350.000 euro; del 35% da 350.000 a 500.000 euro; fino al 40% per la quota di importo oltre i 500.000 euro. Il via a questi tagli sarà accompagnato dal conguaglio per il periodo gennaio-maggio, che sarà fatto in tre rate: la prima a giugno, appunto, la seconda a luglio e la terza ad agosto.

Spi-Cgil, “una beffa, il governo recupera dai pensionati 100 mln dopo le europee”. In manovra dall’intervento sulle pensioni superiori ai 100 mila euro è stato previsto un risparmio di 76 milioni di euro nel 2019, 80 milioni nel 2020 e 83 milioni nel 2021. Dal solo conguaglio di perequazione sui tre mesi, invece, lo Spi-Cgil calcola che saranno recuperati 100 milioni di euro.

“Lo avevamo denunciato da tempo e ora abbiamo la certezza. Dopo averli definiti avari, il governo beffa ancora 5,5 milioni di pensionati riprendendosi i soldi che hanno avuto in più di rivalutazione nei mesi di gennaio, febbraio e marzo per un totale di 100 milioni di euro. Ovviamente il tutto avverrà subito dopo le elezioni europee. Fanno come e peggio degli altri. Alla faccia del cambiamento”, attacca il segretario generale Ivan Pedretti. E così rilancia la manifestazione unitaria dei pensionati indetta da Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, per sabato primo giugno a Roma in piazza San Giovanni, “anche per denunciare questo ennesimo danno nei loro confronti”. (fonte Ansa)