Pil piatto quarto trimestre 2014. Ma fine recessione a portata di mano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 febbraio 2015 10:55 | Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2015 11:00
Ultimo trimestre Pil ancora piatto Ma si intravede fine recessione

Ultimo trimestre Pil ancora piatto Ma si intravede fine recessione

ROMA – Pil piatto quarto trimestre 2014. Ma fine recessione a portata di mano. Crescita zero nel quarto trimestre 2014 per l’economia italiana. Secondo le prime stime Istat, tra ottobre e dicembre il Pil è rimasto invariato rispetto ai tre mesi precedenti, segnando uno stop della recessione. Rispetto al quarto trimestre 2013, il Pil è sceso dello 0,3%. Il Pil in Germania ha registrato invece un +0,7% nell’ultimo trimestre del 2014, che porta la crescita dell’anno scorso a un +1,6%, oltre le attese.

Pil piatto ma finalmente al giro di boa. Fine recessione in vista. Il piatto Pil italiano segna comunque una discontinuità importante, si può finalmente parlare di giro di boa. Tra gli analisti economici c’è sostanziale unanimità nel riconoscere come imminente l’arrivo di una fase di recupero a partire dai primi mesi di quest’anno.

Sembra quindi essere esclusivamente un problema di tempi: la ripresa brucerà le tappe, facendo capolino già nell’ultimo scorcio del 2014? Oppure si dovrà passare attraverso una fase ‘cuscinetto’ con un Pil fermo? O, ancora, si dovrà subire un dato negativo, con la recessione che prima di essere archiviata guadagnerebbe ancora un altro trimestre? A sentire gli analisti le ipotesi più accreditate sarebbero le ultime due.

Sono 14 i trimestri senza crescita per l’economia italiana. Secondo i dati Istat, il Pil non aumenta nel nostro Paese dal secondo trimestre 2011. Tuttavia, la variazione nulla dell’ultima parte del 2014 segna un arresto della caduta registrata nei due trimestri precedenti (-0,2% tra aprile e giugno e -0,1% tra luglio e settembre). I due trimestri di calo del pil indicavano per il nostro Paese una recessione tecnica.

Le stime del Fondo monetario accreditano l’Italia di un misero +0,4% nel corso del 2015. Un dato che se sarà confermato non sarà certo sufficiente a tingere di rosa le prospettive dell’economia italiana. Ma, come ha affermato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan nei giorni scorsi, potrebbero esserci «sorprese positive», riferendosi a una stima di crescita dello 0,7-0,8%. (Carlo Andrea Finotto, Il Sole 24 Ore)