Redditometro, la lettera: cosa chiede il Fisco, cosa già sa. Come difendersi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Ottobre 2013 9:30 | Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre 2013 9:30
Redditometro, la lettera: cosa chiede il Fisco, cosa già sa. Come difendersi

Redditometro, la lettera: cosa chiede il Fisco, cosa già sa. Come difendersi

ROMA – Redditometro, la lettera: cosa chiede il Fisco, cosa già sa. Come difendersi. “Gentile contribuente, abbiamo rilevato dei dati apparentemente incompatibili con il reddito dichiarato…”: l’Agenzia delle Entrate sta inviando le lettere del nuovo redditometro, manca giusto un ultima limatura per accogliere i rilievi del Garante della privacy. Isidoro Trovato del Corriere della Sera ne ha consultata una, riferita a un contribuente lombardo di età compresa tra 35 e 64 anni,  che nel 2009 ha acquistato un fabbricato per 108 mila euro mentre dichiarava un reddito annuo di 11.200 euro e dopo aver sostenuto 9 mila euro di pese.

La lettera fissa l’appuntamento con cui il Fisco consente al contribuente di offrire le spiegazioni necessarie sugli scostamenti o esibire la documentazione che dimostri la provenienza delle somme o dei beni contestati. Cioè, il nostro contribuente lombardo deve provare che i soldi per il fabbricato provengano da altre fonti, per esempio i proventi di un disinvestimento, di un risparmio accumulato negli anni precedenti, una donazione ecc…Se le giustificazioni non convincono si passa alla fase del contraddittorio dove verranno scrutinate non solo le spese certe ma anche quelle correnti basate sui dati Istat.

Molto interessante è  l’allegato della lettera: una colonna è dedicata alle spese certe (contributi, assicurazioni, bollette), nella seconda le spese basate su dati certi (casa e auto principalmente): un’altra colonna dimostra quanto il Fisco sappia già del nostro stile di vita, dei nostri movimenti ecc…, perché contiene informazioni dettagliate sulle nostre spese vive. Per esempio, al contribuente lombardo, si ricordano la spesa di 470 euro per gli elettrodomestici, i 546 euro per la biancheria, detersivi e riparazioni: sono il suo Bancomat, o la carta di credito o i bonifici bancari che tracciano a caratteri indelebili la sua storia di acquirente e consumatore. Come difendersi, fra molte virgolette?

 L’allegato lascia uno spazio bianco in cui il contribuente può indicare i saldi iniziali e finali dei suoi conti correnti bancari o postali oppure i suoi conti titoli relativi all’anno 2009. Il Fisco infatti lascia l’opportunità di «difendersi» esibendo i dati dell’estratto conto. In poche parole, se il nostro contribuente riuscirà a dimostrare (tramite movimenti tracciabili) che i soldi per l’acquisto del fabbricato li ha ricevuti dai genitori, da un’eredità o grazie ai risparmi degli ultimi vent’anni, l’accertamento potrà ritenersi concluso. Il tutto dopo essersi dati un appuntamento, rinviabile al massimo di 15 giorni dalla data del ricevimento della lettera (che poi in realtà è una raccomandata). Se invece il confronto va male inizia il contraddittorio.