Sanità. Tutti i tagli Regione per Regione: -385 mln Lombardia, 222 mln Lazio…

Pubblicato il 31 luglio 2015 7:00 | Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2015 12:27
Sanità. Tutti i tagli Regione per Regione: -385 mln Lombardia, 222 mln Lazio...

Sanità. Tutti i tagli Regione per Regione: -385 mln Lombardia, 222 mln Lazio…

ROMA – La sforbiciata da 2,35 miliardi di euro alla spesa sanitaria appena approvata dal Senato e sula quale il Governo ha posto la fiducia si traduce in tagli lineari al Fondo sanitario, in risparmi in percentuale sui bilanci regionali.

La Lombardia con 385 milioni di euro registra la riduzione più consistente. Il Lazio segue con 222,5 milioni. 222 per la Campania. In Sicilia 193 milioni. In Veneto 190 milioni. Piemonte 175 milioni. Emilia Romagna 173 milioni. Toscana 148 milioni. Puglia 156 milioni. Calabria 76 milioni. Liguria 66,5 milioni. Sardegna 63,8 milioni. Marche 61 milioni. Abruzzo 52 milioni. Friuli Venezia Giulia 48 milioni. Umbria 35,7 milioni. Basilicata 22,8 milioni. Trento 20,3 milioni. Bolzano 19,4 milioni. Molise 12,5 milioni. Valle d’Aosta 5 milioni.

Come ha spiegato il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, il provvedimento contiene “molte misure attese dai Comuni” laddove il taglio da 2,3 mld è quello “concordato con le Regioni nella sede della Conferenza Stato-Regioni con l’unanimità delle Regioni presenti”.

Le polemiche, però, sono tutt’altro che spente sulla sforbiciata prevista per il solo 2015 (con altrettanti 2,2 miliardi nel periodo 2016-17). Un taglio che riguarderà innanzitutto la spesa per i beni e servizi, dispositivi medici e farmaci, incidendo anche sulla rete ospedaliera.

Ma ad accendere le polemiche è anche la previsione – contenuta nel maxiemendamento – di un decreto del ministero della Salute che andrà a ridurre le “prestazioni non appropriate”, prevedendo che quelle considerate dalla futura norma non necessarie siano a carico del cittadino.

E disciplinando anche una responsabilità per i medici che non rispetteranno i nuovi criteri (con una decurtazione del salario accessorio per chi non motiva la sua decisione). Criteri che saranno specificati in un dl ad hoc previsto per settembre, quando è in programma anche un nuovo tavolo tra Stato e Regioni che si preannuncia infuocato.