Sos Squinzi: “Pil -2,4% nel 2012”. E Grilli promette: “L’Iva non aumenta”

Pubblicato il 12 luglio 2012 13:08 | Ultimo aggiornamento: 12 luglio 2012 13:10
giorgio squinzi presidente di confindustria

Giorgio Squinzi (foto Lapresse)

ROMA – Le promesse del governo (“Non aumenteremo l’Iva”) contro il pessimismo di Confindustria (“Il Pil calerà almeno del 2,4%”). E, come se non bastasse, la Corte dei Conti che dice: “I lavoratori autonomi evadono ancora molto di più di quelli dipendenti, bisogna portare la tracciabilità sotto i 1000 euro”. Il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi, continua a lanciare messaggi allarmati: darà ancora fastidio a Monti?

Squinzi

Questo è lo Squinzi-pensiero il 12 luglio: il prodotto interno lordo dell’Italia ”nella migliore delle ipotesi calerà nel 2012 del 2,4%. In effetti, probabilmente, sarà anche qualcosa di più, perché nella seconda parte dell’anno faccio fatica a vedere miglioramenti”. Squinzi ha poi aggiunto che è “disposto a dialogare con Elsa Fornero” per la riforma del lavoro: “Ha detto che mi convincerà, io sono disposto a farmi convincere”

Grilli

Quasi simultaneamente invece arrivavano messaggi rassicuranti dal neo ministro dell’Economia, Vittorio Grilli: ”Questo governo ha come desiderio di evitare del tutto l’aumento dell’Iva perché non è utile per la nostra economia alzare ulteriormente le imposte”. Con la spending review, ha spiegato Grilli, si evita l’aumento dell’Iva per gli ultimi tre mesi del 2012 e per i primi sei del 2013; per evitare l’aumento dell’Iva nella seconda metà del 2013 ”occorrono ulteriori 6 miliardi di euro”.

Corte dei Conti

Pochi minuti ed è arrivato un altro sos, questa volta dal presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino: in Italia c’è ”una situazione di forte squilibrio nel prelievo fiscale ed ingiusto vantaggio di coloro che hanno concreta possibilità di autodeterminare la base imponibile dichiarata”. Tradotto vuol dire, è ancora troppo facile per i lavoratori autonomi evadere. Dunque, secondo Giampaolino, le misure di lotta all’evasione legate alla tracciabilità dei pagamenti ”andrebbero rafforzate, almeno nella parte delle limitazioni all’uso del denaro contante: è intuibile come la gran parte delle transazioni che possono dare luogo all’occultamento dei ricavi si addensi al di sotto della soglia dei 1.000 euro”.