Statali: domani Corte Costituzionale sblocca o stoppa i contratti (fermi al 2010)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Giugno 2015 12:09 | Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2015 12:55
Statali: domani Corte Costituzionale sblocca o stoppa i contratti (fermi al 2010)

Statali: domani Corte Costituzionale sblocca o stoppa i contratti (fermi al 2010)

ROMA – Domani 23 giugno i dipendenti statali potrebbero già sapere se quei contratti del pubblico impiego fermi al 2010, cioè non riallineati al costo della vita da ormai 5 anni, saranno finalmente sbloccati, con ovvio beneficio di una restituzione. Oppure rimarranno alla situazione attuale, oppure ancora quel blocco sarà ritenuto incostituzionale per cui i contratti adeguano le indicizzazioni ma senza valore retroattivo, cioè quello che è andato perso è perso.

Devono decidere i giudici della Corte Costituzionale, chiamati ad esprimersi sulla costituzionalità (e quindi legittimità) del provvedimento del blocco contratti assunto in piena tempesta finanziaria e annualmente rinnovato.

Dipendenti pubblici alla finestra dunque, ma anche e soprattutto il Governo: questa della Corte Costituzionale è una sentenza che, in caso di accoglimento del ricorso e quindi di stop al blocco, rischia di far saltare i conti pubblici.

Nel caso del recente pronunciamento che ha dichiarato illegittimo il blocco delle indicizzazioni delle pensioni oltre tre volte il minimo, l’impatto sui conti, prima della nuova legge del Governo Renzi, è stato di 17 miliardi (ne verranno rimborsati solo un paio): nel caso attuale che ci interessa, se tutte le mancate indicizzazioni dei contratti del pubblico fossero rimborsate il sacrificio non preventivato per le casse dello Stato  sarebbe di 35 miliardi.

Una catastrofe. Un conto che il Governo si è premunito di portare a conoscenza della Corte per scongiurare sorprese. Del resto i giudici devono sì considerare la legittimità di certi provvedimenti, magari non perfetti formalmente e scaturiti sull’onda emergenziale della messa in sicurezza delle finanze pubbliche, ma sono tenuti a considerare anche l’articolo 81 della Costituzione che impone il rispetto dell’equilibrio dei bilanci e che, questo è il caso, rischia di essere gravemente pregiudicato.

Un bivio giuridico, tra diritto ed economia, che divide i maggiori costituzionalisti italiani. C’è il precedente delle pensioni (ma s’è visto che poi in sede di rimborsi la sentenza è stata interpretata), c’è un precedente opposto del 2013 in cui già una volta la Corte ha dichiarato la legittimità del blocco dei contratti pubblici.