Statali verso la mobilità obbligatoria: stessi soldi, limiti geografici

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Giugno 2014 9:37 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2014 9:42
Statali verso la mobilità obbligatoria: stessi soldi, limiti geografici

Statali verso la mobilità obbligatoria: stessi soldi, limiti geografici

ROMA – Statali verso la mobilità obbligatoria: stessi soldi, limiti geografici. Si avvicina il giorno della definizione del piano di riforma della Pubblica Amministrazione (13 giugno). Il Governo punta sulla modifica e il potenziamento della mobilità obbligatoria. Rinvia ad altri percorsi legislativi la staffetta generazionale abrogando per ora solo il trattenimento in servizio oltre l’età pensionabile (libera 10/13 mila nuove assunzioni in tre anni).

Prova a rilanciare quel “patto generazionale” introdotto dal Governo Letta che faccia leva su un utilizzo più esteso del part-time per i lavoratori in esubero prossimi alla pensione per l’ingresso di nuovi occupati cominciando anch’essi dal part-time (bisognerà cambiare le regole del turn-over). Rinuncia all’esonero in servizio (a casa a metà con metà stipendio), consente il trasferimento dei dirigenti da un’amministrazione all’altra prevedendo una corresponsione dei premi legata alla crescita del Pil (se fosse confermata la soglia minima dell’1,3% per il 2014, con le previsioni al massimo allo 0,8%, il premio sarebbe impossibile da conferire).

Mobilità obbligatoria: stessi soldi, precisi limiti geografici ai trasferimenti. Il ministero della Funzione Pubblica s’impegna a rimuovere il primo ostacolo procedurale per ampliare e potenziare un istituto, quello della mobilità, che finora ha avuto scarsissimo successo (un dipendente su mille in mobilità ha cambiato amministrazione, 1 su 100 si è trasferito in un altro ufficio della stessa amministrazione). Così ha scritto ai siondacati:

Nella prospettiva di un utilizzo efficiente delle risorse umane, sia possibile disporre il passaggio di un lavoratore da una amministrazione ad un’altra, senza che sia necessario l’assenso del lavoratore stesso. […] In tale ipotesi dovranno sussistere due requisiti: il mantenimento del medesimo trattamento economico e precisi limiti geografici. Eventuali deroghe dovranno essere disciplinate dalla contrattazione collettiva. (Documento del Ministero della Funzione Pubblica)

Significa che non ci sarà bisogno del nulla osta del dirigente (non succederà più che molti dipendenti delle Province in via di estinzione si sono visti rifiutare la domanda di trasferimento nei tribunali dove mancano i cancellieri). Significa che al dipendente trasferito non sarà tolto un euro del suo vecchio stipendio. Il trasferimento dovrà avvenire rispettando precisi paletti geografici (30, 40, 50 km massimo lontano dalla residenza), non è stato definito un numero).