Tredicesima 2019 per 13,1 milioni di lavoratori del settore privato

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 Dicembre 2019 18:46 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2019 18:46
Tredicesima 2019 per 13,1 milioni di lavoratori del settore privato

(Ansa)

ROMA  –  Sono tredici milioni e centomila i lavoratori del settore privato che riceveranno la tredicesima, per un valore totale di 12,5 miliardi di euro netti equivalenti a 20,9 miliardi lordi. L’importo varierà tra i 529 euro di media degli addetti part time ai 1.192 euro di lavora a tempo pieno, con una forbice che, calcolano i Consulenti del Lavoro, riguarda non solo le tipologie di contratto ma anche le diverse aree territoriale, con un divario reale tra Nord e Sud.

Una parte delle tredicesime è comunque destinato a scomparire velocemente: in questo caso (i calcoli sono della Cgia di Mestre) sia il personale dipendente sia chi esercita l’attività autonomamente sarà chiamato ad onorare a dicembre una serie di scadenze fiscali: un regalo di Natale per l’erario che vale in totale 42,9 miliardi.

Le tredicesime, secondo l’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, penalizzeranno in parte le donne, perché nel nostro mercato l’orario ridotto caratterizza quasi la metà dell’occupazione femminile (46,4%), mentre è pari al 16,2% fra gli uomini; al tempo stesso, permane, anche in questo caso, oltre a quello di genere, pure il ‘gap’ geografico, visto che “3,7 miliardi (il 37% del totale delle buste paga ‘aggiuntive’) sarà a disposizione dei residenti nelle regioni del Nord-Ovest, mentre il 26% (3,3 miliardi) verrà pagato nell’area del Nord-Est, mentre nel Meridione la quota sarà del 16%, del 5% nelle Isole ed il Centro della Penisola, infine, potrà contare sul 20%” complessivo delle retribuzioni.

Ma insieme alla tredicesima arriveranno anche le tasse: entro lunedì, infatti, il Fisco riceverà dal saldo dell’Imu-Tasi 9,6 miliardi, dal pagamento delle ritenute Irpef dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori altri 13,6 e dal versamento dell’Iva ben 19,7 miliardi. Un dato, si premette, che è comunque “sottostimato”, in quanto “non tiene conto dell’eventuale pagamento dell’ultima rata della Tari che, in molti Comuni, avviene a dicembre”.

E, se gli italiani, malgrado le ‘gratifiche’ percepite, son costretti ad aprire i ‘cordoni della borsa’ per mettersi in regola con le tasse, a risentirne potrebbero essere i (tradizionali) regali di Natale che, stando alle valutazioni del Condacons, potrebbero arretrare del 2%, rispetto all’anno scorso, con un volume d’affari complessivo che viene stimato “in 10 miliardi e circa 167 euro a testa”. Al confronto con il 2018, dovrebbero salire solamente le spese per alimentari, giocattoli, ‘hi tech’ ed elettronica, riferisce l’associazione dei consumatori. (Fonte: Ansa)