Vecchie lire: le monete che ancora valgono (fino a 4mila euro). Come riconoscerle

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Ottobre 2019 10:53 | Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2019 10:53

Le 5 lire “Aquila sabauda”

ROMA – Fuori corso dal 1° marzo 2002 come valuta ufficiale, non tutte le vecchie lire non valgono più nulla.  Nei cassetti, in soffitta, in qualche usurato salvadanaio potrebbe essere ancora conservato, senza che ne sappiamo niente, qualche esemplare di valore. Monete preziose perché rare, di antico conio o limitata tiratura, in metallo di pregio… E quindi meritevoli di finire in una collezione. O magari solo per un difetto di conio, o perché messe in circolazione in occasioni particolari.

Per chi non coltivi particolari ambizioni numismatiche, può essere utile una breve guida alle lire che possono valere fino a 4mila euro. Come le 10 lire del 1947 con un rametto di olivo e un cavallo alato. Di seguito, con l’aiuto del Corriere della Sera, un elenco.

Ben conservate, senza tracce rilevanti di usura, le lire più cercate dai collezionisti sono quelle coniate durante gli anni ’50. La lira (nel senso di una lira) con il ramo di arancio e il frutto maturo da un lato, la donna col capo ornato di spighe dall’altro: quella del 1947 può arrivare a valere anche 1.500 euro.

La moneta da 2 lire con la spiga, sempre del 1947, arriva a 1800 euro. Le 5 lire del 1946, molto diffuse, con il grappolo su un lato e il volto di donna con fiaccola sull’altro, vale 1200 euro se realizzata in un materiale detto Italma (Italiano Alluminio Magnesio). Quelle del ’56 – con il delfino, solo 400mila esemplari, valgono fino a 2mila euro. Le 20 lire italiane “prova” del 1956 valgono fino a 3mila euro. Occhio anche alle 50 lire del ’56 con il dio Vulcano, le 100 lire del ’55, le 200 lire di prova del ’77. (fonte Corriere della Sera)