Voluntary disclosure, proroga 30 novembre. Stop caro benzina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Settembre 2015 9:40 | Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2015 9:40
Voluntary disclosure, proroga 30 novembre. Stop caro benzina

Voluntary disclosure, proroga 30 novembre. Stop caro benzina

ROMA – Un po’ più di tempo per decidere di portare allo scoperto i capitali nascosti finora all’estero (ma anche tenuti ‘in nero’ in Italia). E’ quello che il governo si appresta a concedere con un decreto, che potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri già oggi, che proroga fino a fine anno la voluntary disclosure, il meccanismo per rimettersi in pari con il fisco pagando tutto il dovuto ma con pene e sanzioni ridotte.

Provvedimento attraverso il quale dovrebbe essere anche bloccato l’aumento delle accise sulla benzina per 728 milioni che scatterebbe il 1 ottobre, previsto dalla scorsa legge di Stabilità a copertura del meccanismo di inversione contabile dell’Iva (reverse charge) nella grande distribuzione bocciato dalla Ue. E la copertura potrebbe essere trovata proprio dal rientro dei capitali.

Lo slittamento della scadenza sarà probabilmente al 30 novembre per presentare la domanda e al 31 dicembre per produrre anche tutta la documentazione necessaria a ‘tracciare’ i capitali tenuti illecitamente all’estero, con lo stesso meccanismo applicato a chi invece ha scelto di aderire alla prima finestra concessa dal governo, che si chiude il 30 settembre (31 ottobre la dead line per i documenti).

Una proroga che si rende necessaria per due ordini di motivi: il primo è tecnico, visto che la procedura vera e propria è partita in ritardo per l’attesa della definizione chiara del raddoppio dei termini, arrivata solo ad agosto. Il secondo è invece di gettito, perché nonostante le stime ufficiali siano state finora assai prudenti – anche nella nota di aggiornamento del Def si fermano ad appena 671 milioni – il governo in realtà punta molto sulle entrate straordinarie che deriveranno dalla voluntary per compensare il percorso più morbido di spending review che si appresta a varare con la legge di Stabilità.

Dare più tempo, e a condizioni invariate rispetto a chi si è presentato puntuale, potrebbe consentire quindi di incrementare il gettito, che al momento si aggirerebbe attorno al miliardo, mentre le previsioni più ottimistiche filtrate nei mesi scorsi si spingevano fino a 3-5 miliardi. Di certo nelle ultime settimane è partita una vera e propria corsa alla consegna delle domande, passate dalle circa 10mila di inizio mese alle quasi 19mila di metà settembre, e starebbero aumentando in modo esponenziale in questi ultimi giorni.