Evasione fiscale, lezione dal Portogallo: fattura elettronica, spese detraibili

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 maggio 2018 8:25 | Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2018 8:25
Evasione fiscale, lezione dal Portogallo: fattura elettronica, spese detraibili

Evasione fiscale, lezione dal Portogallo: fattura elettronica, spese detraibili

ROMA – Si chiama “e-fatura”, cioè fatturazione elettronica. Il programma è stato introdotto dal 2013 in Portogallo, è a costo zero e finora ha dato ottimi risultati nella lotta all’evasione fiscale. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Ne parla Stefano Vergine in un interessante articolo per L’Espresso.

Il sistema si fonda sul collegamento diretto di tutti i registratori di cassa all’Autoritade Tributaria, l’Agenzia delle entrate portoghese, in modo da tenere traccia di ogni fattura o scontrino emesso. I vantaggi per il contribuente sono molteplici: il primo è quello di risparmiare sul pagamento delle imposte, detraendo le spese per una serie di voci del bilancio familiare (salute, educazione, affitto, lavori di casa, trasporti, ristoranti, supermercati, parrucchiere, automobili e moto). Il secondo vantaggio è che si tratta di una procedura completamente digitalizzata, per cui ogni volta che fa un acquisto il consumatore fornisce il suo “NIF” (numero identificativo fiscale) che viene caricato direttamente sul sito dell’Autoritade. Terzo vantaggio, al contribuente portoghese basta un “clic” per compilare la dichiarazione dei redditi e inviarla al Fisco. Da ultimo, lo scontrino riporta un codice che consente al cittadino di partecipare a una lotteria con un premio massimo di 50 mila euro.

I dati dell’Istituto di statistica portoghese dimostrano che la riforma ha prodotto risultati invidiabili. Racconta all’Espresso Monica Paredes, portavoce del ministro delle Finanze Mario Centeno, da poco diventato anche presidente dell’Eurogruppo: “Da quando è partito il programma e-fatura, le entrate fiscali sono aumentate in modo significativo, molto di più rispetto a quanto è cresciuto il pil e i consumi delle famiglie. Tutto questo significa una cosa: è calata l’evasione fiscale”. Un riconoscimento tanto più rilevante perché viene dal rappresentante di un governo di sinistra, com’è quello guidato attualmente dal socialista António Costa, che ha ereditato la riforma dal precedente governo di centro-destra, senza cambiare una virgola.

In Italia, dove si calcola che l’evasione fiscale oscilli tra i 110 e i 140 miliardi di euro all’anno, il “modello portoghese” era stato preso in considerazione dai governi di Enrico Letta, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. Ma poi non se n’è fatto più nulla. Un alto funzionario del ministero dell’Economia, coperto dall’anonimato, ha spiegato al giornalista del settimanale chi s’è opposto finora a una tale rivoluzione: “Va detto che un piccolo passo in avanti è stato fatto con le detrazioni per le spese mediche, visto che i registratori di cassa delle farmacie sono già collegati all’Agenzia delle entrate. Premesso questo, esistono evidentemente alcune categorie che guardano con preoccupazione una riforma simile a quella portoghese. Ci sono i commercianti, i quali vedrebbero diminuire sensibilmente la possibilità di fare nero, ma anche i commercialisti, i sindacati e tutte quelle associazioni che attraverso i Caf incassano parecchio denaro ogni anno assistendo pensionati e dipendenti alle prese con la dichiarazione dei redditi”.

La possibilità di detrarre le spese familiari, insomma, trasforma il contribuente in una specie di esattore che ha interesse così a chiedere e ottenere lo scontrino o la fattura, fornendo il suo codice fiscale all’atto del pagamento. E poi la digitalizzazione delle procedure, attraverso il collegamento elettronico dei registratori di cassa all’Autoritade Tributaria, gli semplifica enormemente la vita. Secondo Andrea Parolini, docente di Diritto tributario all’università Cattolica di Milano e partner dello studio Maisto e Associati, “è un peccato non aver ancora deciso di dare queste opportunità ai contribuenti. Sebbene queste ipotesi facciano spesso sorridere i puristi della materia, l’esperienza portoghese dimostra che nella lotta all’evasione dell’Iva gli strumenti premiali possono essere efficaci quanto quelli restrittivi”.