Il cognome di Janice ha 36 lettere: le autorità hawaiane lo accorciano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 settembre 2013 15:33 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2013 16:17

HONOLULU (HAWAII, STATI UNITI) – L’hawaiana Janice “Lokelani” Keihanaikuka uakahihuliheekahaunaele è orgogliosa del suo cognome che le sta provocando diversi problemi con le autorità Usa.

Motivo del contendere è il fatto che il suo cognome contiene 36 lettere e per motivi “tecnici”, cognomi così lunghi non possono essere stampati sui documenti ufficiali degli Stati Uniti. L’arcipelago delle Hawaii, dal 1959 fa parte a tutti gli effetti degli Stati Uniti d’America. E quindi la legge vale anche per i lunghissimi cognomi che a volte si possono trovare nell’arcipelago dell’Oceano Pacifico.

La storia la racconta Beatrice Montini sul Corriere della Sera:

“Negli ultimi venti anni, la patente di Janice  “Lokelani” Keihanaikukauakahihuliheekahaunaele è stata un po’ ‘speciale’: niente nome proprio e cognome troncato della lettera finale, Keihanaikukauakahihuliheekahaunae. Janice era però riuscita ad ottenere – con una speciale dispensa – che, almeno sulla carta d’identità, comparissero le sue esatte generalità: quindi nome e cognome per esteso”.

A maggio scorso però, la carta d’identità della signora hawaiana è scaduta:

“Il compromesso sembrava aver risolto il problema per entrambe le parti, ma a maggio scorso la carta della signora Keihanaikukaua kahihuliheekahaunaele è scaduta. Nel nuovo documento, esattamente come sulla patente, compare adesso solo il cognome troncato della lettera finale. Immediata la protesta di Janice ‘Lokelani’ Keihanaikukauakahihuliheekahaunaele che ha deciso di passare all’azione, ha alzato il tono della contestazione rilasciando interviste a giornali e tv locali e facendo così conoscere la sua particolare storia”.

Per Janice, il “nome è tutto”. Lei, il cognome lunghissimo l’ha ereditato dal marito deceduto:

“Avere il nome troncato sui documenti è un’ingiustizia e anche un atto di disprezzo verso tutto il popolo hawaiano”, sostiene la signora Keihanaikukaua kahihuliheekahaunaele che spiega di essere molto affezionata al suo super-lungo cognome ‘ereditato’ dal marito che è morto. Ma non solo. ‘Per alcune persone nel mondo, in alcuni Paesi, il proprio nome è tutto – dice – Se ad esempio mi presento ad un anziano hawaiano, lui semplicemente dal mio nome capirà tutto sulla famiglia di mio marito, tornando indietro di molte generazioni. Per questo quando il nome viene troncato, menomato, alterato, viene distorto anche tutto il significato che porta con se. Purtroppo molte persone si vergognano e nascondono il loro vero nome adattandosi alla cultura dominante”.

 “Questo non è il caso di Janice ‘Lokelani’ Keihanaikukauakahihuliheekahaunaele che promette di continuare a combattere per il suo lungo nome. Al momento dagli Usa è arrivata la proposta di un nuovo compromesso: ‘Possiamo arrivare a 40 lettere’, spiegano. Chissà se alla signora Keihanaikukauakahihuliheekahaunaele basteranno”.