Libia, “sicura è la morte”: il titolo di Avvenire su bombardamento centro detenzione FOTO

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 4 luglio 2019 11:40 | Ultimo aggiornamento: 4 luglio 2019 11:50
avvenire foto libia

Libia, “sicura è la morte”: il titolo di Avvenire su bombardamento centro detenzione

ROMA – La dura posizione de L’Avvenire con un titolo che fa riferimento ai bombardamenti aerei che, in Libia, mercoledì 3 luglio hanno colpito un centro migranti a Tajoura, est di Tripoli. “Sicura è la morte” scrive oggi, giovedì 4 luglio, il quotidiano con un titolo decisamente provocatorio sullo stile di quello che, tutti i giorni, fanno quotidiani come Libero o Il Manifesto.  

 Il drammatico episodio accaduto in Libia ha costretto il Consiglio di sicurezza Onu a riunirsi in emergenza ed è accaduto proprio a conclusione della vicenda SeaWatch 3. Il titolo è un richiamo proprio a quanto accaduto con la nave della Ong: è una risposta alla questione “porti chiusi” e al fatto che, a detta di Salvini, la Libia sarebbe un “porto sicuro”.

Come dimostra quanto accaduto in Libia, con la morte di almeno 53 migranti nel bombardamento del comandante Haftar (ma il bilancio finale potrebbe superare le 100 vittime), la Libia non è affatto un paese sicuro. Anche il ministro degli Esteri italiano Enzo Moavero lo ha detto, contraddicendo di fatto il ministro dell’Interno del suo stesso governo.

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Come scrive Il Corriere della Sera, già a fine agosto 2018 il giornale cattolico aprì un’edizione riportando in grande evidenza le foto scioccanti dei rifugiati prigionieri nei centri di detenzione libici. Continua quindi la battaglia del quotidiano dei vescovi, diretto da Marco Tarquinio. 

Fonte: Corriere della Sera 

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