Tennis Us Open, Pennetta soddisfatta: “Mi do un bel 7 e mezzo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 settembre 2013 10:58 | Ultimo aggiornamento: 7 settembre 2013 10:58

ROMA – Sfuma il sogno, un sogno lungo due giorni: non ce l’ha fatta, Flavia Pennetta, ad agguantare la finale degli Us Open, conquistata invece da Victoria Azarenka, che ritroverà colei che la batté l’anno scorso, Serena Williams, e che ha liquidato in semifinale la cinese Li Na.

Del resto, per la 31enne brindisina – dopo una cavalcata vincente di cinque match senza cedere neanche un set – l’impresa era davvero proibitiva, una missione impossibile.

Troppo forte la bielorussa numero 2 del mondo, più giovane di lei di sette anni e 81 gradini più in alto nel ranking, che guadagna così la seconda finale consecutiva nel quarto e ultimo torneo del Grande Slam della stagione.

Resta, alla Pennetta, la soddisfazione di aver raggiunto la sua prima semifinale Slam, di aver fatto comunque una gran bella figura nella New York che ama tanto, di aver dato lustro al tennis italiano e di un deciso balzo in avanti, che la premierà nella prossima graduatoria Wta.

Sui campi in cemento di Flushing Meadows, Flavia era arrivata ai quarti di finale nel 2008, 2009 – il suo anno magico, quando fu la prima azzurra della storia a entrare nella Top 10 – e 2011. Dopo l’intervento chirurgico al polso destro subito nel 2012 e che l’ha tenuta lontano dai campi di gioco per sette mesi, era precipitata fino al 166/o posto in classifica. Poi, la lenta ripresa, la ritrovata confidenza con la racchetta, il riemergere dell’antica classe, la risalita.

Fino a questi Us Open 2013, a una semifinale raggiunta navigando contro i pronostici, in una rotta che – esordio a parte, contro l’americana Nicole Gibbs – l’ha vista sempre affermarsi contro avversarie meglio piazzate di lei e in due derby azzurri (nel secondo turno contro Sara Errani, n. 5 mondiale; nei quarti, in un derby pugliese contro la tarantina Roberta Vinci, n. 13).

La corsa si è fermata in semifinale, due giorni dopo il successo sulla Vinci. Si è battuta come una leonessa, la brindisina: il primo set è stato un’aspra battaglia di 52 minuti dopo un inizio da brivido, in cui ha ceduto a zero il primo turno di battuta. Il punto di svolta nel nono game, quando l’azzurra, alla battuta, ha commesso doppio fallo sulla palla per il 5-4. Poi, dopo aver annullato all’avversaria cinque set point, Flavia ha ceduto.

Nella seconda frazione, Vika dall’1-1 si è portata sul 5-1 e, dopo un game strappato d’orgoglio dalla Pennetta, ha concluso sul 6-2. “Flavia è una combattente”, le ha reso l’onore delle armi la fuoriclasse di Minsk.

Che, domenica, punterà al suo 18/o titolo in carriera, il terzo di uno Slam dopo gli Open d’Australia 2012 e 2013, in una finale che sarà la più logica e prevedibile, tra la n. 1 e la n. 2 del mondo. Sarà dura per Vika contro la quasi 32enne Serena, che ha superato Li Na, n. 6, 6-0 6-3 e ora insegue il suo quinto titolo agli Us Open, il 17/o in uno Slam.

“Che voto mi do per il torneo? Un bel sette e mezzo”. E’ nel complesso soddisfatta, Flavia Pennetta, nonostante un po’ di amaro in bocca lasciato dalla sconfitta in semifinale agli Us Open contro Victoria Azarenka.

“Se tiro le somme di queste due settimane qui a New York, sono super positive. E’ stato un grande torneo, ho giocato un ottimo tennis, mi sono divertita, ho sentito di nuovo sensazioni positive in campo”, spiega la 31enne brindisina nella conferenza stampa dopo il match con la bielorussa, che l’ha battuta 6-4 6-2 e in finale, domeni, affronterà, come l’anno scorso – con la speranza stavolta di sconfiggerla – la n. 1 del tennis mondiale, l’americana Serena Williams.

“Non val la pena di stare a rimuginare su un punto andato male, sul fatto che nel primo set potevo andare sul 5-4 (…) ho tenuto testa alla numero 2 del mondo ed in certi momenti penso di aver giocato alla pari. Lei è più forte di me e alla fine ha fatto più punti di me”, ammette Flavia, che da numero 83 del ranking scalerà diverse decine di gradini.

“Prima di Wimbledon ero numero 116, ora sono di nuovo intorno alla trentesima posizione, una classifica che mi consentirà di giocare tranquillamente i tornei che restano quest’anno. E poi a novembre c’è la finale di Fed Cup a Cagliari (contro la Russia), un appuntamento per noi molto importante”, osserva.

“Onestamente, non pensavo quest’anno di arrivare a quaeto punto”, la conclusione dell’azzurra, che a Flushing Meadows ha raggiunto la prima semifinale in un torneo Slan. dopo essere arrivata ai quarti nel 2008, 2009 e 2011.

Oggi, intanto, vanno in scena le semifinali maschili, dalle quali usciranno i finalisti di lunedì. Si comincia, alle 18 italiane, con il match tra il serbo Novak Djokovic, numero 1 del tennis mondiale, e lo svizzero Stanislas Wawrinka, n. 10; a seguire, la sfida tra lo spagnolo Rafa Nadal, n. 2, e il francese Richard Gasquet, n. 9. Djokovic – in semifinale in un torneo dello Slam per la 14/a volta consecutiva (meglio di lui solo lo svizzero Roger Federer, con 23 tra il 2004 e il 2010), e per la settima consecutiva agli Us Open, che ha vinto nel 2011 – vi è arrivato battendo il russo Mikhail Youzhny, n, 24; Wawrinka eliminando a sorpresa lo scozzese Andy Murray, campione in carica e n. 3 mondiale.

Dal canto loro, Nadal e Gasquet hanno superato nei quarti due spagnoli: il maiorchino si è affermato su Tommy Robredo, n. 22; il francese su David Ferrer, n. 4.

Foto Ansa