Webster. Ossa umane e testamento criminale nella casa del killer dei pompieri

Pubblicato il 26 Dicembre 2012 11:02 | Ultimo aggiornamento: 26 Dicembre 2012 11:14

ROMA – “Quello che so fare meglio è uccidere la gente”. Ossa umane e un testamento “criminale” sono stati trovati il 25 dicembre nella casa di William Spengler, il killer dei pompieri di Webster, nello stato di New York. Il 24 dicembre Spengler aveva aperto il fuoco su una squadra di Vigili del Fuoco in azione, uccidendone due. Poi si era tolto la vita. Le ossa ritrovate nella sua casa potrebbero essere quelle della sorella scomparsa, secondo la polizia locale.

FOLLIA OMICIDA – Un nuovo doloroso episodio di follia omicida che ha per protagonista le armi libere negli Stati Uniti, dopo la strage di Newtown compiuta da Adam Lanza nella scuola elementare Sandy Hook. Spengler, il killer di questa tragedia, aveva già scontato 17 anni di carcere per aver ucciso la nonna.

LE VITTIME – L’attacco ai due pompieri uccisi poi era stato premeditato: prima li h attirato dando fuoco alla sua abitazione, poi li ha uccisi a fucilate, prima di togliersi la vita. Le vittime sono il volontario Tomasz Kaczówka, 19 anni, e Michael Chiapperini, 43 anni. I due pompieri erano intervenuti assieme ad altri due colleghi, rimasti feriti nella sparatoria. Le condizioni dei sopravvissuti sono gravi, ma stabili.

OMICIDIO DELLA NONNA – Colpì la nonna a morte con un martello nel 1980 e per questo efferato omicidio scontò una pena di 17 anni in carcere. Spengler fu rilasciato nel 1998 e sembrava che la strada tra lui e la giustizia non dovesse incontrarsi ancora. Fino a lunedì 24 dicembre, quando l’uomo ha messo in atto il suo piano criminale, dando fuoco alla casa e uccidendo i pompieri.

OSSA DELLA SORELLA IN CASA?  – Nella casa di Spengler sono stati ritrovati dei resti umani non identificati: le ossa potrebbero appartenere, secondo la polizia, alla sorella del killer Cheryl Spengler. La donna, 67 anni, è irreperibile e potrebbe essere una delle vittime della sua follia omicida.

Foto LaPresse