Gatti positivi al Covid sono molti più di quanto si crede. A Wuhan il 15% contagiato da umani

di Caterina Galloni
Pubblicato il 11 Settembre 2020 5:24 | Ultimo aggiornamento: 11 Settembre 2020 6:42
Gatti positivi al Coronavirus sono molti più di quanto si crede. A Wuhan il 15% contagiato da umani

Gatti positivi al Covid sono molti più di quanto si crede. A Wuhan il 15% contagiato da umani (Foto d’archivio Ansa)

I gatti positivi al Covid-19 sarebbero più numerosi di quanto si pensasse all’inizio della pandemia.

Secondo uno studio della Huazhong Agricultural University, a Whuan circa il 15% dei gatti è stato “contagiato dagli esseri umani”.

I ricercatori hanno prelevato in totale dei campioni di sangue da 141 felini.

Hanno confrontato risultati di 102 felini dopo l’epidemia di Covid-19 con quelli di 39 prima che esplodesse la pandemia.  

Dei 102 a cui hanno prelevato il sangue, nonché effettuato tamponi anali e nasali, 46 provenivano da tre rifugi per animali, 41 da cinque ospedali veterinari e 15 da una famiglia in cui almeno un componente aveva avuto il Covid-19.

Gli anticorpi Covid-19 sono stati trovati in 15 (14,7%) gatti e 11 (10,8%) avevano anticorpi neutralizzanti Sars-CoV-2.

I tre gatti con il maggior numero di anticorpi contro il virus erano di proprietà di un uomo che era positivo.

Capire la fonte di infezione per i gatti domestici era ovvio. E’ èiù difficile stabilire come quattro gatti abbandonati e quattro felini negli ospedali veterinari avessero gli anticorpi.

I ricercatori ritengono che questi gatti abbiano contratto il coronavirus da esseri umani positivi, ma potrebbe essersi verificato molto prima del prelevamento del campione.

“E’ ragionevole ipotizzare che le infezioni siano probabilmente dovute al contatto con l’ambiente contaminato da Sars-CoV-2 o da pazienti positivi che hanno nutrito i gatti”, hanno scritto i ricercatori in un articolo pubblicato sulla rivista Emerging Microbes & Infections.

Gli anticorpi trovati nei gatti hanno vita breve e sono simili al modo in cui gli esseri umani reagiscono dopo aver preso i comuni coronavirus del raffreddore.

Il che se consente all’animale di combattere l’infezione virale, lo lascia esposto alla reinfezione.

Non è dimostrato se i gatti infettano gli esseri umani

Come altri studi che esaminano la trasmissione del coronavirus da una specie all’altra, quest’ultimo è osservazionale e dunque non è in grado di dimostrare in modo definitivo che i gatti infettano gli esseri umani o viceversa.

Tuttavia, il team ha segnalato una recente ricerca da cui è emerso che Sars-CoV-2 può essere trasmesso tra i gatti attraverso le droplet.

Nello studio è segnalato che sono necessarie ulteriori ricerche per scoprire se questo meccanismo diffonde il virus tra le specie.

Tuttavia, dopo aver esaminato i risultati, i ricercatori esortano i proprietari di animali domestici a porre attenzione.  

Meilin Jin, autore principale dello studio ha spiegato: “Dovrebbero essere prese in considerazione il distanziamento di sicurezza tra i pazienti Covid-19 e gli animali da compagnia come cani e gatti. Nonché misure igieniche e di quarantena anche per quegli animali ad alto rischio”.

A causa della somiglianza nel modo in cui i gatti e gli esseri umani rispondono all’infezione di questi virus, i ricercatori affermano inoltre che lo studio di Sars-CoV-2 sui gatti potrebbe aiutare a capire di più sulla risposta immunitaria umana all’infezione. (Fonte: Daily Mail).