Il pappagallo ballerino stupisce ancora. Per la scienza la sua è una danza creativa, l’attitudine è social

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Luglio 2019 11:15 | Ultimo aggiornamento: 16 Luglio 2019 11:15
Il pappagallo ballerino stupisce ancora. Per la scienza la sua è una danza creativa, l'attitudine è social

Snowball, il pappagallo ballerino che fa impazzire il web (foto Ansa)

ROMA – Dopo essere diventato una celebrità del web per i suoi incredibili balletti al ritmo delle canzoni dei Backstreet Boys, il pappagallo ballerino ‘Snowball’ torna a stupire i ricercatori con 14 nuove mosse.

Filmato sulle note di due classici degli anni Ottanta, ‘Another one bites the dust’ e ‘Girls just want to have fun’, dimostra di poter rispondere alla musica muovendo spontaneamente diverse parti del corpo, abilità che finora si pensava esclusiva dell’uomo.

A indicarlo è lo studio pubblicato sulla rivista Current Biology dal gruppo di neuroscienziati statunitensi coordinati dallo psicologo Aniruddh Patel, che lavora alla Tufts University e ad Harvard.

“Quello che ci sembra più interessante – spiega Patel – è la grande varietà di movimenti che il pappagallo cacatua fa a ritmo di musica”.

Se nei video di dieci anni fa alzava le zampe e muoveva la testa su e giù, nei nuovi filmati la fa ruotare, ondeggia da un lato all’altro e riesce perfino a coordinare il tutto con altri movimenti sincroni, come quelli delle zampe, senza essere mai stato sottoposto ad un vero e proprio addestramento.

Ogni balletto dura 3-4 secondi e cambia ogni volta che varia il tono della musica, un probabile segno di flessibilità e forse di creatività. Vero e proprio coreografo pennuto, Snowball non è comunque il primo e unico pappagallo in grado di ballare.

Secondo i ricercatori, le abilità di questi pennuti potrebbero derivare da alcuni tratti che condividono con gli umani: l’apprendimento vocale, la capacità di imitare movimenti non verbali, la tendenza a formare legami sociali stabili nel tempo, la capacità di apprendere complesse sequenze di azioni e infine l’attenzione per gli atti comunicativi espressi dai movimenti del corpo. (fonte Ansa)