Ferruccio De Bortoli, direttore record al Corriere: Cesare Lanza loda “cucciolo”

di Cesare Lanza
Pubblicato il 12 febbraio 2014 8:09 | Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2014 23:32
Ferruccio De Bortoli, direttore record al Corriere: Cesare Lanza loda "cucciolo"

Ferruccio De Bortoli. Entrò al Corriere quando Cesare Lanza dirigeva il Corriere di Informazione e lo assunse

Ferruccio De Bortoli, un capolavoro della natura, è il titolo dell’ultimo post di Cesare Lanza sul suo sito,un piccolo concentrato di acume, competenza giornalistica e narcisismo. Scrive Cesare Lanza:

“Dedico queste riflessioni, un mio piccolissimo contributo, a chi domani vorrà studiare il rapporto tra politica e giornalismo. Conoscete la mia ammirazione per la personalità di Sua Eminenza Ferruccio de Bortoli: non sarà il miglior giornalista di questo mondo, né di questa Italia, e neanche di Milano o della storia del Corriere… Ma è l’Autorità, con qualità laiche ed ecclesiastiche, che più di tutti, magistralmente, sa dosare gli equilibri, difendere con sublime sapienza tattica, con inimitabile intelligenza strategica, la sua posizione di direttore.

Evviva! Già lo è quasi, si consoliderà come il più longevo direttore di via Solferino, alla faccia di banchieri, azionisti, sindacati, competitors per la sua poltrona, politici, partiti, massonerie, avversari e nemici di piccola (mai sottovalutare zanzare e mosche) e gigantesca caratura. Ferruccio, quanto sono orgoglioso di averti capito al primo sguardo, quando a metà degli anni settanta ti assunsi e ti spalancai le porte del Corriere, prevedendo la tua ascesa irresistibile!

E ora vi spiego la sua deliziosa arte del dosaggio: credo che dopo il metro e il litro, prima o poi qualcuno riconoscerà a Ferruccio di aver inventato il “debortoliere”, (nel giornalismo). La prima pagina dell’11 febbraio è destinata alla storia perché:

1. il fondo è affidato a Massimo Franco, non a un Marzio Breda – che è il giornalista più vicino a Napolitano e deve consolarsi firmando qualcosina nelle pagine interne. Il sostegno al Presidente della Repubblica è forte ed evidente.

2. Qualsiasi giornale avrebbe dedicato l’apertura alla lettera del Presidente, collocata invece con nonchalance a metà pagina. Come dire, a lui e a tutto il mondo: caro Giorgio, io ti sostengo – ma non allarghiamoci troppo; tu sei il Presidente, ma sapessi quanti già ne ho visti passare…

3. Sopra la sua lettera, una vignetta irriverente del genio Giannelli, tanto per rafforzare i segnali.

4. Panebianco a cuccia…, tanto per gradire.

Signori: seguendo il mio adorato ex cucciolo, ho visto cose che voi umani neanche potete immaginare.

E ora, due domande a Ferruccio De Bortoli:

Caro Ferruccio, mio adorato ex cucciolo, tu che da fin bambino non sedevi su un semplice seggiolone, ma su una poltroncina di fine broccato, se io fossi ancora il tuo direttore ti direi di lavorare su queste due domande.

La prima: cosa vuol dire Massimo Franco quando conclude il suo pregiato fondo, scrivendo che “il vero pericolo è che il dopo sia disegnato e deciso direttamente dagli esponenti di un potere sovranazionale dal quale, piaccia o no, l’Italia non può prescindere?”

Seconda domanda: visto che i tuoi incontinenti editorialisti Galli della Loggia e Panebianco, continuano a menare il torrone con l’alta burocrazia che blocca il cambiamento e lo sviluppo del Paese… Eminenza. tu hai inchiestisti come Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Perché a loro, o ad altri, non affidi un bel reportage che – anziché accuse generiche, come si fa al bar – non raccontino episodi precisi, facciano nomi, mettano in evidenza i misfatti? Insomma, che diavolo, il vecchio slogan “chi dove come quando perché”. O non si usa più? Mica te lo chiedo come ex direttore… Solo come affezionato lettore e ammiratore del tuo talento. Grazie!”