Germania, dove il governo “licenzia” i pm che indagano sui giornalisti

di Edoardo Greco
Pubblicato il 9 agosto 2015 7:04 | Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2015 16:14
Germania, dove il governo "licenzia" i pm che indagano sui giornalisti

Il blog Netzpolitik.org

BERLINO – In Germania non si mettono in carcere i giornalisti, ma dove nel nome della libertà di stampa si “licenziano” i pubblici ministeri che indagano i giornalisti. Il ministro della Giustizia tedesco Heiko Maas ha sollevato dall’incarico il procuratore generale federale Harald Range, la toga più potente della Germania, che aveva avviato un’inchiesta per alto tradimento contro due giornalisti del blog Netzpolitik.org, perché avevano pubblicato documenti top secret dei servizi segreti, rivelando un piano per aumentare la sorveglianza su internet.

Il caso aveva messo in imbarazzo il governo Merkel, in un Paese molto sensibile alla libertà di stampa quanto alla privacy e alla sicurezza. La polemica è esplosa quando Netzpolitik, un blog molto cliccato che si occupa di “diritti digitali”, ha pubblicato una lettera ricevuta dal procuratore Range, in cui notificava che due suoi giornalisti erano stati indagati perché sospettati di alto tradimento.

L’inchiesta prendeva le mosse da due post pubblicati sul blog fra febbraio e aprile, che rivelavano i piani dei servizi segreti tedeschi per aumentare la sorveglianza sul web. Il procuratore Range ha accusato il ministro della Giustizia di strumentalizzare politicamente le critiche sollevate dall’opinione pubblica, per stoppare la sua inchiesta – a suo parere legittima. Usando parole che si sono già sentite tante volte in Italia: “È un’intollerabile invasione di campo che mina l’indipendenza della giustizia, per influenzare delle indagini i cui risultati potrebbero essere politicamente dannosi”.

Decisa la replica del ministro che ha deciso di fare fuori il procuratore Range, approfittando anche dell’età avanzata – ma non troppo, 67 anni – del pm. Nel farlo Maas ha ribadito di avere il pieno appoggio della Merkel. A dimostrare che in Germania proteggere la libertà di stampa (per la quale secondo Reporters Sans Frontières la Germania è al 12° posto – l’Italia al 73°) fa guadagnare voti.

Arresti di giornalisti tedeschi? Successe solo una volta, nel 1962, quando la polizia fece irruzione nella sede del settimanale Der Spiegel arrestando parecchi giornalisti con l’accusa di tradimento. Si parlava di segreti militari rivelati in pieno clima da Guerra Fredda. Ma Der Spiegel vinse la causa e divenne un’icona dell’informazione indipendente.

Ma il pericolo che il governo si trasformi in un Grande Fratello è diventato un argomento molto sentito in Germania dopo le rivelazioni di Edward Snowden, ex collaboratore della NSA americana (Agenzia per la Sicurezza Nazionale), sul programma di spionaggio mondiale nel quale sono emerse le complicità dei servizi segreti tedeschi con la NSA. La Merkel è stata accusata dall’opinione pubblica di non fare abbastanza per proteggere i diritti civili dei suoi cittadini.

Per questo il governo tedesco ha preso subito le distanze dall’inchiesta sui due giornalisti di Netzpolitik, che per la cronaca si chiamano Andre Meister e Markus Beckedahl. Soprattutto quando Meister in un post ha scritto che l’indagine – che è partita da un reclamo dei servizi segreti – era concepita per intimidire i giornalisti e le loro possibili fonti.