Roberto Delera morto: Huffington Post dice addio al suo giornalista

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 Maggio 2015 13:26 | Ultimo aggiornamento: 22 Maggio 2015 13:26
Roberto Delera morto: Huffington Post dice addio al suo giornalista

Roberto Delera

MILANO – Si è spento nella notte tra giovedì e venerdì il giornalista Roberto Delera. Aveva 62 anni, se l’è portato via una lunga malattia. Nato a Milano nel 1952, per un periodo della sua vita ha vissuto a Palermo, dove ha iniziato a muovere i primi passi nelle redazioni del Diario di Palermo, all’Ora e al Giornale di Sicilia. Tornato a Milano la sua carriera si è consolidata con i periodici Epoca e Sette, poi i nove anni al Corriere della Sera e l’esperienza da caporedattore a Vanity Fair. L’ultimo approdo all’Huffington Post che lo ha salutato con un caloroso addio:

“Stanotte ci ha lasciati un amico, un ottimo giornalista, un uomo straordinario. Roberto Delera, nostro caporedattore, era per tutta la redazione dell’Huffington Post, guida e memoria storica. Una lunga malattia lo ha stroncato all’età di 62 anni. Noi tutti perdiamo la sua raffinatezza, la sua eleganza, umana e professionale. Perdiamo il suo sorriso gentile e i suoi modi garbati. Perdiamo il suo spessore culturale, perdiamo la sua umiltà, la sua ironia, la sua dignità. Perdiamo tutto quello che avrebbe potuto darci e non potrà più.

L’Huffington Post ha avuto il privilegio di essere l’ultima sua esperienza professionale. Un nuovo media in cui ha riversato tutta la sua passione e il bagaglio giornalistico. Un bagaglio imponente, che inizia dagli anni di militanza in Lotta Continua e dalle prime esperienze in terra siciliana, per poi consolidarsi nei periodici, Epoca e Sette. Come poi dimenticare i nove anni al Corriere della Sera e l’esperienza da caporedattore a Vanity Fair?

Indelebile resta il ricordo del suo coraggio nell’affrontare la sfida più importante. Battagliero fino alla fine, non si è arreso mai. La stessa caparbietà che ha messo nella vita, lo ha accompagnato nel lavoro. Ed è questo il ricordo più bello. Ci diceva: “Fate il giornale come se fosse l’ultimo giorno”. Così cercheremo di fare, Roberto. In redazione e nella vita. Grazie di tutto. Ciao”.