Ezio Bosso non suonerà più il piano: “Due dita non mi rispondono più”

di alberto francavilla
Pubblicato il 15 Settembre 2019 20:30 | Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2019 20:30
Ezio Bosso a Bari dice non suonerà più il piano: "Due dita non mi rispondono più"

Ezio Bosso in una foto Ansa

ROMA – Ezio Bosso non suonerà più il piano. Il musicista affetto da una malattia degenerativa (che si prese le luci della ribalta a Sanremo nel 2016) lo ha detto a Bari: “Se mi volete bene, smettete di chiedermi di mettermi al pianoforte e suonare. Non sapete la sofferenza che mi provoca questo, perché non posso, ho due dita che non rispondono più bene e non posso dare alla musica abbastanza. E quando saprò di non riuscire più a gestire un’orchestra, smetterò anche di dirigere”.

Bosso, pianista, compositore e direttore d’orchestra, ha incontrato il pubblico barese nella Fiera del Levante, accolto dal presidente Michele Emiliano nel padiglione della Regione Puglia. Bosso, che dal 2011 soffre di una patologia degenerativa, si è raccontato, con accanto il suo cane Ragout, parlando di musica, arte e talento.

“Il musicista non lo si diventa solo per talento, – ha detto – a un certo punto, soprattutto chi ce l’ha il talento, lo deve dimenticare e fare spazio al lavoro quotidiano, alla disciplina”.

Bosso ha definito la musica “come un focolare attorno al quale sedersi, un linguaggio universale che permette a tutti di parlarsi e fare comunità a prescindere dal luogo di provenienza”. Ha chiesto un applauso per l’articolo 9 della Costituzione italiana, “una figata pazzesca perché mette insieme musica, arte E paesaggio. Ma se di quelle cose non ci prendiamo cura, spariscono e ce ne accorgiamo quando le perdiamo”.

“La musica – ha detto – ci ricorda anche questo: prendersi cura, avere rispetto, far star bene, non confondere la quotidianità con l’eternità, i nostri piccoli poteri con l’assoluto”. Rispondendo alle domande del pubblico, ha detto che “la disabilità è negli occhi di chi guarda, perché il talento è talento e le persone sono persone, con le ruote o senza” e che “con la pazienza a tutte le età si può imparare, perché se uno dedica del tempo alle cose, vengono”. (Fonte Ansa).