Salvatore Licitra, accertata la morte cerebrale del tenore. La Scala in lutto

Pubblicato il 5 Settembre 2011 - 17:29 OLTRE 6 MESI FA

CATANIA, 5 SET – La morte encefalica di Salvatore Licitra, 43 anni, uno dei più grandi tenori del repertorio drammatico italiano tanto da essere stato definito il ‘nuovo Pavarotti’, è stata accertata dai medici del reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi di Catania. L’artista era rimasto ferito nove giorni fa in un incidente stradale nel Ragusano. Si era schiantato con la sua Vespa contro un muretto, a Donnalucata, nel Ragusano, dove il 3 settembre doveva ritirare il Premio Ragusani nel Mondo. I familiari di Licitra hanno disposto la donazione degli organi del loro congiunto. Una camera ardente sarà allestita nel teatro massimo ‘Vincenzo Bellini’ di Catania.

Salvatore Licitra era considerato il ‘nuovo Luciano Pavarotti’. A settembre era atteso a Tokyo con Ernani, a ottobre alla Royal Opera House con la Turandot e a Taipei con l’Aida, mentre nel 2012 a Chicago.

Gli organi donati. ‘‘Mio figlio – ha detto la madre, signora Paola, che ha sempre incoraggiato il suo talento – ha avuto il dono del bel canto che lo ha fatto grande in tutto il mondo. Chi lo ha conosciuto sa bene quanto generoso sia stato sempre. Questo atto adesso lo rende testimone straordinario della sua umanità, che mette a disposizione di chi soffre”.

La vita. Proprio in Sicilia, durante una vacanza, Licitra, diciottenne, aveva scoperto per caso le sue doti di cantante lirico. I genitori di origini isolane, emigrati per lavoro a Berna, in Svizzera, dove il tenore era nato il 21 novembre 1968, tornavano spesso d’estate nella loro terra, ad Acate. Lì, ascoltando una canzone alla radio, Licitra comincia ad imitarla rivelando le proprie capacità canore.

Diplomato ai Corsi Verdiani a Parma, debutta nel 1998 in Un ballo in maschera. Il successo internazionale arriva nel maggio del 2002, quando sostituisce Pavarotti al Metropolitan Opera, nel ruolo di Caravadossi in Tosca. Il New York Times lo saluta come un ”tenore degno della grande tradizione italiana”.

Prima di avere fiducia nelle sue doti di tenore, è grafico per il mensile Vogue. Ma dopo il debutto del 1998, il successo non si fa attendere con Un ballo in maschera, Traviata e Aida all’Arena di Verona e un’audizione con il maestro Riccardo Muti al Teatro alla Scala, in cui viene scelto per il ruolo di Alvaro in una nuova produzione de La forza del destino.

Nella sua carriera si è esibito alla Wiener Staatsoper, interpretando Norma di Bellini, Tosca di Puccini, Andrea Chenier di Giordano, Aida e Forza del destino di Verdi; al Metropolitan Opera di New York in Tosca, Aida, La Forza del destino e Un Ballo in maschera debuttando anche nel Tabarro di Puccini e nei Pagliacci di Leoncavallo; alla Deutsche Oper di Berlino in Ernani di Verdi; alla Los Angeles Opera in Don Carlos di Verdi e alla Royal Opera House di Londra in Tosca.

Nella stagione 2010-2011 ha tra l’altro inaugurato il cartellone del Washington National Opera con Un Ballo in maschera, interpretato Cavalleria rusticana di Mascagni al Teatro alla Scala e Andrea Chenier alla Deutsche Oper di Berlino. Oltre a debuttare alla San Diego Opera nel ruolo di Don José nella Carmen di Bizet. La sua discografia include Il Trovatore e Tosca (entrambe dirette dal Muti) e due album da solista con arie da opere di Verdi e Puccini.

La Scala in lutto. ”Il filo sottile si è spezzato: Salvatore Licitra si è spento oggi, lunedì 5 settembre. E insieme a tutto il mondo dell’Opera anche la Scala è in lutto per la scomparsa di un artista che con il nostro teatro ha intrecciato più di dieci anni della sua storia personale”. E’ il commosso saluto che il teatro scaligero tributa al grande tenore scomparso prematuramente.

”Dalla stagione 1998-1999, in cui aveva debuttato con La forza del destino di Verdi – si ricorda in una nota della direzione del teatro -, sotto la direzione di Riccardo Muti, Licitra aveva calcato più di sessanta volte il palcoscenico della Scala. Era stato Don Alvaro anche nella tournée a Tokyo del ’99, poi Riccardo in Ballo in maschera, Manrico in Trovatore, Macduff in Macbeth, sempre sotto la direzione di Riccardo Muti, Cavaradossi in Tosca nel 2002-2003, Radames in Aida nelle tournée di Tokyo e Buenos Aires del 2009 e 2010, sotto la bacchetta di Daniel Barenboim, recentemente Turiddu in Cavalleria rusticana, con Daniel Harding sul podio”.

”Tenore drammatico, di forza, Licitra rappresentava la scuola e la tradizione del canto italiano, nel suo naturale rapporto con la parola. Ferisce la sua scomparsa – chiude così la nota della Scala – nel pieno della carriera”.