Equitalia leva il buio dalla cartella: sarà scritto il nome di chi ti fa pagare

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 19 luglio 2012 15:09 | Ultimo aggiornamento: 19 luglio 2012 15:09
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LaPresse

ROMA – Meno interessi da pagare dal primo ottobre prossimo sulle cifre richieste da Equitalia e, da subito, l’indicazione chiara del nome dell’ente creditore, amministrazione dello Stato o ente locale che sia. In pratica, d’ora i poi troveremo sulle odiate cartelle di Equitalia scritto chiaro e tondo per conto di chi ci vengono chiesti i soldi, l’importo da pagare entro i 60 giorni dalla notifica, dove e a chi pagare, cosa succede in caso di ritardo, come fare ricorso, nome e cognome del responsabile del procedimento. Tutti elementi che a logica avrebbero dovuto già essere chiaramente indicati ma che così non era.

Saranno dunque più chiare, e persino più leggere, le cartelle esattoriali che d’ora in poi troveremo nella buca delle lettere. Dal primo ottobre gli interessi di mora per chi paga in ritardo, seguendo la dinamica nazionale dei tassi, scenderanno al 4,55% (che significa circa 2,3 punti percentuali in meno rispetto a quel che si pagava tra 2009 e 2010) e, dal primo gennaio 2013, è prevista la riduzione dell’aggio di un punto percentuale. Anche così il conto degli interessi resta salato e, dal 61° giorno di ritardo, arriva al 9%. Ma è sempre meglio che niente…

La novità che gli italiani troveranno invece da subito riguarda la chiarezza della cartella in questione. Equitalia lo chiedeva da tempo, così come le associazioni dei consumatori, anche se probabilmente per ragioni differenti. L’indicazione chiara di quale sia l’ente che vanta un credito risponde infatti a due diverse esigenze: una di Equitalia che spera, giustamente, di non essere in questo modo più additata e percepita come il mostro che affama gli italiani, ma solo come un tramite, esecutivo ma pur sempre rispondente alla logica “dell’ambasciator non porta pena”. Mentre, per i consumatori, sapere chi gli sta chiedendo o meglio chi sta da loro esigendo denaro, li metterà nella condizioni di non dover più chiedere aiuto al commercialista, al notaio e di evitare un’infinita e spesso infruttuosa ricerca. E gli consentirà quindi molto più facilmente di risalire ad eventuali ricevute o documenti che lo mettano nelle condizioni di chiarire la sua posizione.

Che le informazioni su chi chiede denaro, su qual è l’importo ridotto con cui ci si può mettere in regola nei primi 60 giorni, su dove pagare e su come farlo, su cosa accade in caso di ritardo, su come fare ricorso e l’indicazione di un umano responsabile della pratica avrebbero dovuto, come detto, essere già chiare fin dalla prima cartella. Stupisce che solo ora siano state inserite. Ma la realtà è che, per quanto con colpevolissimo ritardo, l’inserimento di questi elementi rappresenta una piccola rivoluzione. Non tanto per la percezione che Equitalia darà di sé, ma per i cittadini che sino ad oggi, alla ricezione di una cartella esattoriale, si trovavano di fronte ad un percorso ad ostacoli che finiva solo col pagamento di quanto chiesto. Impossibile o quasi era nella pratica sapere perché e per conto di chi quei soldi venivano chiesti, e conseguentemente era praticamente impossibile obiettare o difendersi tentando di dimostrare la propria innocenza.

L’introduzione di questi dati rappresenta dunque un piccolo passo nell’aggiustamento del rapporto tra fisco e cittadino, spesso troppo sbilanciato tra diritti del primo e doveri del secondo.