Invasione aliena, ma sono i terrestri: Curiosity e sonde alla conquista di Marte

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 18 Luglio 2013 15:20 | Ultimo aggiornamento: 18 Luglio 2013 15:20
Invasione aliena, ma sono i terrestri: Curiosity e sonde alla conquista di Marte

Curiosity (foto Lapresse)

ROMA – L’invasione degli alieni è iniziata. Sulla superficie del pianeta già sono atterrate le sonde esploratici e per gli invasori e le loro astronavi è solo questione di tempo. L’attacco marziano è in atto, solo che non sono gli omini verdi che stanno venendo a colonizzare il nostro pianeta, ma siamo noi che ci stiamo attrezzando per invadere il loro.

Da che mondo è mondo, o almeno da che cinema è cinema, l’idea di un attacco marziano è stata al centro di molte nostre fantasie. Essere visitati, in modo più o meno pacifico, da creature aliene è il canovaccio di innumerevoli film e storie e, condizione comune di molti di questi racconti, era il pianeta di partenza dei visitatori galattici: Marte, il pianeta rosso. Non è infatti un caso che per indicare gli alieni, gli extraterrestri, si usi anche il termine “marziani”.

Marte è infatti una sorta di gemello, per quanto eterozigote, del nostro pianeta. Come la Terra si trova infatti il pianeta rosso in quella fascia detta “dorata” dagli astronomi, e che altro non è che la zona in cui i pianeti sono ad una distanza tale dalla loro stella che gli permette di non bruciare né gelare. Come la Terra cioè Marte riceve dal sole calore, a differenza dei pianeti più esterni, ma è sufficientemente lontano da non avere un’atmosfera di fuoco.

Questa condizione particolare ha forse ispirato alcune o molte delle storie che ne hanno fatto il protagonista indiscusso della fantascienza, ma ha certamente indirizzato l’attenzione di scienziati e non solo. Nonostante la distanza, oltre 500 milioni di chilometri, e nonostante la temperatura media della superficie, meno 60, Marte è infatti l’unico pianeta del nostro sistema solare colonizzabile. Presenta tracce di acqua, per quanto minime e non allo stato liquido, e dai dati che le sonde che sono al lavoro sulla sua superficie hanno fornito, ha ospitato la vita, per quanto di microrganismi.

Queste caratteristiche lo rendono “interessante” per chi pensa ad un futuro sbocco per l’umanità in crescita e sempre più affamata, ma altre lo rendono ancora più interessante agli occhi di chi ne vede le opportunità di business. Marte infatti, e due delle sue lune in particolare, sono praticamente delle miniere stellari, ricche potenzialmente di metalli rari e di altre materie prime che sulla Terra consumiamo rapidamente. Certo oggi è difficile raggiungerle, ma non più impossibile, e impossibile è far ritorno. Ma cento anni fa era considerato impossibile andare sulla Luna, e ci siamo andati.

Basta quindi un po’ di lungimiranza e un pizzico di spirito d’avventura per capire come Marte possa essere la nuova America di Cristoforo Colombo, il nuovo Far West dei cercatori d’oro. Se l’esploratore genovese non fosse partito alla cieca verso le Indie la storia sarebbe stata diversa e soprattutto la Spagna non avrebbe accumulato quantità d’oro inimmaginabili prima della scoperta del Nuovo Mondo. E così tutte le potenze o quasi si stanno interessando alla cosa. Russia, Europa, Cina, India e Giappone hanno lanciato o si stanno preparando a lanciare sonde. Gli Stati Uniti sono invece già atterrati più volte sul pianeta rossa e, attualmente, la sonda Curiosity sta analizzando il suolo marziano inviando dati preziosissimi alla Nasa.

Le difficoltà per installare una colonia umana su Marte e, prima, per inviarvi una missione umana, sono molte. In primis c’è il problema del ritorno, ad oggi difficilmente fattibile. C’è poi la questione delle radiazioni galattiche, cosmiche e solari da cui la sottilissima atmosfera marziana offre scarsa protezione. E poi c’è la questione reversibilità: il corpo umano è infatti in grado di abituarsi alla gravità sensibilmente inferiore di Marte, ma non resisterebbe poi ad ritorno alla “pesante” Terra. Questioni e problemi che sono certo un ostacolo, ma che difficilmente fermeranno la conquista di Marte. L’invasione è iniziata, e i marziani siamo noi.