Recovery fund,le ragioni di Renzi. Quelle evidenti: i modi di Conte. Quelle occulte: i bassi interessi

di Antonio Buttazzo
Pubblicato il 10 Dicembre 2020 18:28 | Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre 2020 18:28
Recovery fund,le ragioni di Renzi. Quelle evidenti: i modi di Conte. Quelle occulte: i bassi interessi

Recovery fund,le ragioni di Renzi. Quelle evidenti: i modi di Conte. Quelle occulte: i bassi interessi

Recovery Fund. Difficile dar torto a Matteo Renzi. La road map tracciata da Giuseppe Conte per la gestione dei tanti soldi che arriveranno dal Recovery Fund è il frutto di valutazioni nella migliore delle ipotesi errate.

Errata appare la destinazione di quelle risorse. La loro distribuzione. L’autorità che dovrà gestirle, la solita task force di cui pare che il Paese non possa più fare a meno.

Errato il modo con cui è stato comunicato il piano, con una e-mail notturna. Errato il metodo, un emendamento alla Legge di Stabilità, sulla  quale sarebbe stata posta la fiducia. Un atto d’autorità che si è tradotto in una provocazione, anche un po’ maleducata se vogliamo. Piuttosto scontata la marcia indietro del Premier.

Gli strali di Renzi dallo scranno di Palazzo Madama, e più ancora gli applausi ricevuti delle opposizioni, gli hanno ricordato perché è a Palazzo Chigi.

Recovery Fund Plan in un decreto a parte

Ed è allora che si è affrettato ad aggiungere che il Recovery Fund Plan sarà contenuto in un apposito Decreto Legge e quindi discusso in Parlamento prima di essere convertito, come del resto è logico che sia.

Restano, in prospettiva, alcuni spunti di riflessione.

In primo luogo le frequenti fughe in avanti di Conte, che alla decretazione ministeriale d’imperio deve averci preso gusto, pretendendo di decidere su tutto e di tutto in splendida solitudine.

Renzi è la vera opposizione

E poi il ruolo di Renzi nel Governo, in seno al quale esercita senz’altro la più efficace tra le opposizioni, come dimostra la stretta di mano che si è precipitato ad offrirgli Salvini.

Non deve averci messo molto il leader di Italia Viva a capire che gli sarà difficile schiodare dal suo due virgola qualcosa di consenso elettorale.

E che pertanto la sua azione politica ha un senso solo se gli riesce di  collocarsi come terminale di interessi precisi, quali sono quelli della Confindustria o del sistema bancario.

La tavola imbandita del Recovery Fund

Che non vogliono certo restare ai margini della tavolata imbandita da Conte intorno ai miliardi europei.

E che, se questo non è possibile, allora tanto vale cambiarlo il Governo.

Oppure qualcuno crede che le inquietudini all’interno del Governo (e delle opposizioni) nascano da qualcosa di diverso dal denaro destinato, diciamo così, alla next generation?

Allora, davvero, sì. È proprio difficile dar torto a Renzi.