Elezioni 25 settembre, pace e bollette: il voto del non si paga, per il governo del chi se ne frega

Elezioni 25 settembre, campagna elettorale e quindi voto e quindi Parlamento e futuro governo all'insegna e col rigido mandato di preservare e promuovere il non plausibile, l'impraticabile non si paga, chi se ne frega e comunque gratis.

di Lucio Fero
Pubblicato il 22 Luglio 2022 - 10:46 OLTRE 6 MESI FA
Elezioni 25 settembre, pace e bollette: il voto del non si paga, per il governo del chi se ne frega.

Elezioni 25 settembre, pace e bollette: il voto del non si paga, per il governo del chi se ne frega FOTO ANSA

Guerra in Ucraina? Una bandiera della pace o un’omelia pro diplomazia la scacceranno come sole fa con un po’ di brina. E comunque al fondo chi se ne frega, basta che non ci mettano in mezzo e che di mezzo non ci si metta. Inflazione? E che problema c’é? Materie prime e merci e servizi aumentano del 10 per cento, fosse anche il quindici? Bene, si aumentano del 10 o del 15 gli stipendi, i salari, le pensioni, i redditi tutti e così si va a pari. Magari, per farla spiccia le bollette le si mettono direttamente in carico allo Stato. Tasse? Quelle non pagate vanno come si diceva una volta in cavalleria, si fa la pace fiscale, alé. Quelle presenti e future si abbassano. Debito? Se ne fa quanto ce ne pare e piace e del debito chi se ne frega, come della guerra. La già iniziata campagna elettorale è già raffigurabile in un ceto politico che in una mano avrà la bandiera della pace e nell’altra la bolletta della luce.

Predicheranno di farle scomparire entrambe. Giureranno che lo faranno gratis, anzi avanzerà qualcosa. Più di qualcosa perché c’è da tornare in pensione già dai 60 anni, andar di flat tax, bassa anzi nana, per tutte le partite Iva. E avranno in cambio decine di milioni di voti. Perché la storia, ovviamente neanche quella elettorale, nulla insegna davvero. E’ da più di trenta anni che il popolo elettore insegue e premia ed esalta chi innalza la bandiera dell’impossibile, chi racconta la menzogna del gratis, chi spaccia la falsa moneta dei falsi diritti acquisiti e peggio spaccia la droga sociale del popolo ha sempre ragione, noi siam qui per questo, votateci. Da circa trenta anni il popolo elettore ne è in dipendenza di questa droga, da qui al 25 settembre ne assumerà in smodata quantità.

Comunicato alla Ue, anzi al mondo: siamo quelli del non ti pago

L’Italia, nessuno ama saperlo figurarsi ricordarlo, ha firmato un vantaggioso contratto con la Ue, valido fino al 2026. La maggior porzione dei miliardi del Recovery Fund (soldi europei) in cambio di modifiche al nostro sistema socio economico, modifiche ad un fisco storto e bugiardo, modifiche ad un welfare stolto, modifiche al vizio di mettere tutto a debito. Con la reazione di rigetto verso il governo Draghi l’Italia delle cosiddette forze politiche ha comunicato alla Ue e in fondo al mondo tutto che di quel contratto noi riteniamo valida la parte per noi vantaggiosa (prendere i soldi) ma il resto no. Abbiamo comunicato di non tollerare modifiche. Nessuna riforma. Abbiamo comunicato di volerci pagare il così come siamo restiamo con soldi, montagne di soldi, presi a debito. Debito infinito perché noi siamo quelli che alla fine non pagano, il debito intendiamo pagarlo con altri soldi presi ad altro debito. Questo qualcuno, qualcuno che sarà molto votato, lo chiama addirittura sovranità.

Meloni regina del non si paga

Giorgia Meloni ha aperto la campagna elettorale con accorato e sentito messaggio agli italiani: non fatevi spaventare, non succede nulla, basta che votiate per noi e spariscono inflazione, bollette, magari anche danno climatico e pandemia. Gratis, ovviamente. Basta votare. Matteo Salvini ha solo promesso che farà sparire, gratis, le tasse. Magari anche gli immigrati, ma solo quelli che si fanno vedere in giro. Faranno sparire anche un bel po’, se ci si mettono, di Ue e regole europee dalla nostra vita. Gratis ovviamente perché la Ue scacciata e tenuta a distanza continuerà a versare soldi all’Italia. I contribuenti tedeschi o francesi o olandesi o spagnoli saranno felici di pagare, loro sì, per noi italiani. Altrimenti, se non pagano, è ingerenza nei nostri sacri affari interni. Silvio Berlusconi si è appena definito il “più intelligente, competente ed esperto”. E ha annunciato di aver appena finito di scrivere un piano di governo che ci farà tutti ricchi o quasi…Un guardarsi senile ormai allo specchio delle brame.

Letta ci ha messo due anni…

Due anni per capire cosa davvero fosse M5S e chi davvero sia Giuseppe Conte, tanto ci ha messo Enrico Letta. E non è detto che tutto il Pd abbia ancora capito. Non è detto perché parte del Pd è impastato nella stessa pasta di cui è fatto M5S. Assistenzialismo, spesa pubblica, pansindacalismo. In più M5S è pane lievitato dall’anti modernità, in più, ma in fondo è nota a margine, M5S è stato farcito da eletti per caso, eletti con i voti di un condominio e al fondo Giuseppe Conte è coerentemente un leader a misura e statura di un amministratore di condominio di cui la storia italiana ha abusato prendendosi lo sfizio maligno di fargli fare il capo di governi.

Riformismo minoranza storica sempre battuta

Il riformismo in Italia da almeno mezzo secolo è minoranza politica ed elettorale, minoranza sempre e sempre battuta. Sarà così anche il 25 settembre 2022. Giorno in cui la volontà popolare eleggerà un Parlamento e indicherà un governo vincolandolo al rigido mandato di preservare e promuovere l’implausibile e l’impraticabile. E cioè il non si paga, chi se ne frega e comunque gratis.