Fondi, l’Europa ci guarda: non sarà grande abbuffata, se no niente euri

di Bruno Tucci
Pubblicato il 27 Luglio 2020 13:16 | Ultimo aggiornamento: 27 Luglio 2020 13:16
Fondi, l'Europa ci guarda: non sarà grande abbuffata, se no niente euri. Nella foto: Renato Brunetta

Fondi, l’Europa ci guarda: non sarà grande abbuffata, se no niente euri. Nella foto: Renato Brunetta

Occhio, perché l’Europa osserva e vigila. Questi 209 miliardi che dovrebbero arrivare da Bruxelles (non prima dell’autunno 2021) dovranno esseri spesi bene.

Fondi, l’Europa ci guarda: non sarà grande abbuffata. Altrimenti si potrà dire addio al sostanzioso aiuto della UE. Quindi, niente inciuci, niente assalti alla diligenza per accaparrarsi una parte del gruzzolo e portare acqua al proprio mulino. Parliamo ovviamente delle forme di assistenzialismo, molto care ai politici nostrani. Che non pensano ad altro se non alla riconferma di un posto in Parlamento.

Stavolta non sarà così, perché il controllo sarà continuo e rigoroso. E’ anche la speranza degli italiani che vorrebbero finalmente che si realizzino  quelle riforme sempre promesse i mai mantenute. Lo sappiano Conte e i suoi ministri. In caso contrario, l’Europa ci volterebbe le spalle e pure per l’esecutivo ci sarebbero guai per il futuro della legislatura.

Le forzze politiche italiane sono sempre divise

Sappiamo che le nostre forze politiche sono divise su questo argomento. La maggioranza è molto compatta, lo dimostra la standing ovation riservata al premier quando tornò da Bruxelles.

Mentre la Lega e i Fratelli d’Italia sono contrari e ritengono questi soldi non solo sono una trappola, ma soprattutto una forma di sorveglianza continua da parte dell’Europa. Insomma un addio al sovranismo della destra.

Però, come sappiamo, Berlusconi si stacca dall’opposizione e sostiene che non prendere una somma così cospicua sarebbe da folli. “Non si sa in che condizione economica è l’Italia? Ed allora niente puzza sotto il naso ed accettiamo questi soldi benedetti”.

Sul Mes i 5 stelle vanno con la Lega

Non è solo l’aiuto europeo a far nascere il tipico contrasto di cui siamo maestri, ma è anche sui miliardi del Mes (il salva-stati) che “lor signori” litigano. I 5telle si schierano con la destra (il recente voto europeo ne è una conferma).

Il Pd e il resto della comitiva di sinistra è con Forza Italia che su questo argomento lascia i suoi alleati e dice si senza tentennamenti.

Dal canto suo Conte sfoglia la margherita e sta a guardare, limitandosi a dire che i miliardi arriveranno solo se utili. Per dare una mano alla confusione ci si mette anche il governatore della Liguria Giovanni Toti. Il quale ha abbandonato il Cavaliere per creare un suo movimento. Ritiene che i soldi europei saranno inutili se a gestirli sarà Conte.

A dirla in breve non tira una buona aria dalle parti del Parlamento e di Palazzo Chigi. Determinanti potrebbero essere i prossimi giorni. Se si deciderà di far votare Camera e Senato e “non uomo solo” (leggi il presidente del consiglio). In questo caso, forse, si potrebbe trovare una quadra per il sollievo delle nostre casse che non godono ottima salute. 

Cambiando infine argomento, vediamo che nemmeno il calcio italiano se la passa bene. Eppure è sport nazionale interrotto, però, per tre mesi a causa della pandemia. Con due giornate di anticipo ha vinto per la nona volta consecutiva la Juventus. Due pareri contrastanti sulle pagine dei giornali sportivi. Il primo: i bianconeri afferrano uno scudetto che non è scudetto. Il secondo: la vecchia signora più forte del Covid19. Neanche il football trova un accordo.