Rai: Palazzo Grazioli ordina, Viale Mazzini esegue

di Giuseppe Giulietti
Pubblicato il 6 Giugno 2011 19:29 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2011 19:49

La sede della Rai (Lapresse)

“Mamma chiama, picciotto risponde…”, con queste parole si usa indicare il rapporto di obbedienza, cieca e fedele, che lega il capo clan ai gregari, ai cosiddetti uomini d’onore, o meglio del disonore, che hanno il compito di eseguire.

Una espressione, più o meno simile, si potrebbe usare per indicare quanto sta accadendo alla Rai in queste ore.

Subito dopo la batosta elettorale Berlusconi, cioè il capo supremo, aveva accusato Santoro, Annozero, Rai tre, Celentano, Fazio, Floris, e compagnia bella, di aver determinato la sua sconfitta elettorale.

Naturalmente si trattava del delirio di chi controllando quasi tutte le postazioni mediatiche e soprattutto tutti i principali tg, intonava il solito ritornello della vittima designata, della preda indifesa esposta all’assalto delle bestie feroci.

Non a caso, in quelle stesse ore, il medesimo decideva di convocare i consiglieri di amministrazione della Rai espressi della destra per decidere cosa fare. Uno dei commensali , non resistendo all’idea di far sapere a casa che anche lui sarebbe stato finalmente a palazzo Grazioli, parlò in anticipo e la cene delle vendette non si consumò.

Niente paura! Gli ordini, che sarebbero stati impartiti dopo il dolce, sono stati trasmessi lo stesso, magari attraverso il fedelissimo ministro Romani, quello che è stato incaricato di intrattenere i rapporti con la nuova direttrice generale: signora Lei.

Gli ordini sono sempre gli stessi: chiudere Annozero, smontare Raitre, creare le condizioni perché anche Fazio, Floris, ed altri, se ne vadano il prima possibile, pagare i conti alla Lega con qualche posto da direttore, mettere tutte le piazze mediatiche sotto controllo per tentare di frenare la rovinosa caduta del piccolo Cesare.

Naturalmente Santoro e gli altri decideranno quello che riterranno più opportuno, anche se non si capisce perchè dovrebbero restare in una azienda che non li vuole più, che preferisce perdere ascolti piuttosto che dare un dispiacere al capo della principale azienda concorrente. Per fortuna che La7 è pronta ad accoglierli perchè altrimenti sarebbero stati ridotti al silenzio come accadde a Biagi e allo stesso Santoro quando la Rai di Saccà portò ad esecuzione l’editto bulgaro.

Quello che è già accaduto e quello che ancora accadrà segna, tuttavia, anche la fine di una Rai che aveva l’ambizione di parlare a tutto il Paese e di mantenere una distinzione, editoriale e imprenditoriale, da Mediaset, da oggi la fusione è cosa fatta.

Speriamo che, almeno, si ricordino di pagare i diritti d’autore al povero Licio Gelli che di questo piano è stato l’autore, che almeno gli mettano una targa sul portone di Viale Mazzini!