Fornero, reddito, migranti (conflitto interessi no). Il tempo di spartirsi i ministri e si va

di Lucio Fero
Pubblicato il 11 maggio 2018 8:59 | Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2018 9:39
Fornero, reddito, migranti (conflitto interessi no). Il tempo di spartirsi i ministri e si va

Fornero, reddito, migranti (conflitto interessi no). Il tempo di spartirsi i ministri e si va

ROMA – Fornero, la legge Fornero sulle pensioni. Matteo Salvini ne ha fatto la Bastiglia da conquistare e abbattere, Luigi Di Maio la testa da far cadere sulla pubblica piazza. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play] E i due a un passo dal governo insieme hanno confermato e giurato: la legge Fornero…la legge Fornero cosa? Si abbatte o si cambia?

Via la legge Fornero su pensioni è comunque un pilastro del programma-contratto-alleanza (secondo Di Maio contratto è più pop, secondo Salvini programma è più serio, comunque è alleanza, per la legge del se non è zuppa è pan bagnato). La legge Fornero dice che si va in pensione ad un’età crescente man mano che si allunga la vita media degli italiani, abolisce di fatto (ma moltissime sono le eccezioni) le pensioni di anzianità, cioè quelle ottenute con meno di 40 anni di contributi e in concreto dal 2012 ad oggi ha mandato gli italiani in pensione all’età media di 62 anni e qualcosa. Prima della legge Fornero l’età effettiva in cui in media si andava in pensione era di 59 anni. La legge stabiliva nel 2012 età pensionabile a 65 anni e ora siamo a 66 e 7 mesi, tra un po’ a 67 di anni. Ma appunto le eccezioni abbassano di molto la media reale.

Legge Fornero da subito e senza variazioni negli anni la più mal digerita dagli italiani. Che considerano uno scippo quei tre o quattro anni di lavoro in più per andare in pensione. Che considerano la pensione una sorta di paga pubblica che spetta di sicuro e che di sicuro qualcuno pagherà. Che considerano improponibile e anche offensiva l’idea che le pensioni abbiano una cassa da cui attingere per pagarle. Cassa che può anche svuotarsi, ecco questo concetto è intollerabile e insopportabile per gran parte della pubblica opinione.

E quindi il duo Di Maio-Salvini-Salvini-Di Maio annuncia come pietra su cui fonda il suo governo il via la legge Fornero. Via come? Via tutta la legge, cioè tornare ad un’età pensionabile di fatto intorno ai 60 anni? Via lo stop alle pensioni di anzianità? Ad occhio e per difetto, 15 miliardi l’anno di spesa. Ma questo si sa, quel che non si sa è come, quando e quanto il governo che nasce abbatterà la Fornero.

Reddito di cittadinanza, altra pietra su cui Salvini-Di Maio-Di Maio-Salvini fondano l’edificio governo. Reddito di cittadinanza a chi? Da quando? A quali condizioni? Quanto reddito? Chi controlla? Qualcuno controlla? Ad occhio e per difetto, 10 miliardi di spesa subito. Ma questo si sa, quel che non si sa è da quando e come il governo pagherà il reddito di cittadinanza.

Migranti, è la terza pietra fondante. Qui si è detto di via 600 mila clandestini. Beh, questo non si può pretendere nella realtà, neanche da Salvini. Allora una legge urgente che…che cosa? Blocca in mare, respinge in mare, vieta sbarchi? Un muro alla Orban materialmente Salvini non lo può costruire, allora? Allora la diminuzione dei fondi, la chiusura dei centri di accoglienza? O la loro moltiplicazione trasformandoli in centri di detenzione e custodia? Arriva l’estate, arrivano gli sbarchi e i migranti. Se sbarcano il governo darà la colpa all’Europa, all’Onu?

Fornero via, reddito eccolo, migranti basta: ecco quel che c’è nel contratto-programma alleanza Di Maio-Salvini o viceversa. Quel che non c’è è la legge o la voglia o la possibilità di aggredire il cosiddetto conflitto di interesse. Non c’è, sparito tutto perché a Berlusconi si poteva chiedere di arrendersi ma non di mettere la testa sul patibolo. Berlusconi ha avuto le massime garanzie che le sue aziende non si toccano. Proprio come era successo ai tempi di D’Alema premier, già proprio come allora, guarda un po’.

Il tempo di spartirsi i ministri e si va. Prima da Mattarella, poi alle Camere e quindi a governare. Oddio spartirsi i ministri non è cosa facile. Salvini e Di Maio dentro o fuori il governo?  Se dentro, dentro tutti e due: Salvini agli Interni, Di Maio agli Esteri. Altrimenti tutti e due fuori. E il premier chi lo fa? E all’Economia chi ci va? E quanti a me e quanti a te? E la Meloni ci sta o resta con Berlusconi?

E Mattarella quanto vorrà metter bocca con quegli articoli della Costituzione, il 92, il 117 e 81 che non è un terno strambo ma è dove c’è scritto che il capo dello Stato mette bocca sui ministri, anzi vigila che siano pronti ad esercitare la facoltà legislativa nel rispetto dei vincoli derivanti d ordinamento comunitario e e da obblighi internazionali e che agiscano nell’ambito del pareggio di bilancio.

Salvini e Di Maio li propongono, li portano ministri così? Nel rispetto degli obblighi internazionali e in pareggio di bilancio? Di Maio e Salvini hanno vinto le elezioni contro gli obblighi internazionali e il pareggio di bilancio. Hanno evocato, mobilitato e raccolto la volontà popolare contro quello che loro chiamano sistema. E in libere elezioni il 51 per cento circa degli italiani ha votato con entusiasmo contro il sistema. Quindi, che sia buona o cattiva cosa, il sistema verrà giù e il governo degli anti sistema il sistema lo sfascerà. E’ la conseguenza ovvia, logica, politica, verrebbe da dire di sistema. E non c’è Mattarella che tenga.

Girano molto due illusioni: che il potere normalizzi i Salvini-Di Maio e i rispettivi partiti. E che si possa votare gratis contro il sistema. Illusioni: i Di Maio-Salvini e i rispettivi partiti non saranno normalizzati dall’andare al governo e smontare il sistema ha prezzi e costi. Presto gli italiani vedranno come e quanto, si va.