M5S può vincere elezioni “rossi” lo votano in odio a Renzi

di Lucio Fero
Pubblicato il 9 Novembre 2015 14:39 | Ultimo aggiornamento: 9 Novembre 2015 18:43
M5S può vincere elezioni "rossi" lo votano in odio a Renzi

Stefano Fassina

ROMA – Stefano Fassina e gli altri della neonata Sinistra Italiana (insomma Sel di Vendola più un po’ di parlamentari che se ne sono andati dal Pd) di voti quando si vota ne mettono e metteranno insieme ben pochi. Sinistra Italiana è un club di tutti generali (tanti) e nessun soldato. Non hanno voti da raccogliere né da portare in dote, la loro forza elettorale (loro e di chi li ha preceduti e incarnati sulla stessa strada) da decenni oscilla tra un minimo del tre e un massimo del cinque per cento. Però Stefano Fassina e gli altri di Sinistra Italiana colgono un umore, un sentore, una voglia, una volontà, un sentimento. Umori e sentimenti di cui loro, Sinistra Italiana, sono la spuma.

Il sentimento è quello dell’avversione, della ostilità, del rigetto, del rifiuto e anche dell’odio, sì dell’odio, nei confronti di Matteo Renzi e quindi del suo Pd. Non solo è nella storia delle divisioni a sinistra che l’ex compagno diventi il principale nemico, quello da abbattere per primo e con ogni mezzo. Non solo questa tradizione che non è solo capriccio e caso ma è anche cultura. No, c’è anche del nuovo oltre che dell’antico nell’avversione, nell’odio, nel Renzi va distrutto declinato dall’elettorato che si vuole e si sente “rosso”.

Per questa fetta di pubblica opinione Renzi è l’usurpatore, quello che ha occupato la casa con la frode. Renzi è Berlusconi travestito, anzi peggio. Renzi è il nemico di classe, il principale nemico. L’elettorato che si vuole “rosso” vuole la fine di Renzi come l’inizio di una liberazione. Non a caso lo stesso termine che arredava e corredava la mobilitazione in piazza del trio Salvini, Berlusconi, Meloni. L’elettorato che si sente “rosso” è disposto a molte cose pur di uscire dall’incubo Renzi. A molte cose, perfino a pensare come pensa Salvini in tema di euro e Europa, ma allearsi con la Lega, Forza Italia e i neo missini di Fratelli d’Italia questo non lo può fare.

Può però, e in cuor suo lo ha già deciso, allearsi con M5S. Farebbe patti  con il diavolo l’elettorato che si dice “rosso”. E ai suoi occhi M5S non è neanche il diavolo. Magari l’elettorato “rosso” pensa e sogna che M5S siano “compagni che sbagliano”. In fondo qualcosa del genere non la pensava anche Bersani che ci voleva fare un governo con Grillo? Allearsi oggi con M5S è tecnicamente un po’ difficile. Allearsi chi? Sinistra Italiana, i Fassina che raccolgono voti e poi li portano ad una alleanza con M5S? Troppo complicato, contorto, incerto. Non funziona così, funziona che l’elettore che si sente “rosso” la prossima volta che capita è pronto a impartire lezione al Pd, a punire Renzi e a fare il gran salto votando direttamente M5S.

La scelta può essere variamente motivata e vestita: il governo Renzi non ci manda in pensione prima dei 66 anni (però è un cavallo di battaglia anche di Salvini). Il governo Renzi leva la tassa sulla casa (no, questa non va bene). Renzi rivuole il Ponte sullo Stretto (questa sì, questa va…). E poi come si fa a votare per esempio a Roma per il Pd? Ci vuole coraggio, troppo coraggio e pure occhi chiusi…Ma la vera grande motivazione è che l’elettorato che si dice e si sente “rosso” tanto rosso non è. E’ molto più “grillino” di quanto non pensi di se stesso e non sia disposto ad ammettere con se stesso. E quindi il gran salto al voto M5S è tutt’altro che fuori natura per questo elettorato.

E’ l’elettorato che non vuole il Welfare, lo Stato sociale, le pensioni, la sanità e la scuola. Vuole questo elettorato che la mano pubblica, lo Stato garantisca e paghi e piè di lista un welfare storto, sistema previdenziale sbilenco, servizi pubblici iper costosi. E’ quell’elettorato che concepisce sicurezza e giustizia sociale come un sistema dove la cassa integrazione è l’anello successivo al finanziamento statale di finta occupazione e poi viene la pensione, anticipata. E’ quell’elettorato che pullula nel sindacato. E’ l’elettorato dei lavoratori dei pubblici servizi e aziende che non tollerano valutazioni, meriti, riqualificazioni professionali…E’ l’elettorato che il Pci teneva dentro di sè senza fargli fare danno sociale e corporativo così come la Dc teneva dentro di sé senza fargli fare danno l’elettorato qualunquista e reazionario. Pci e Dc non ci sono più e infatti ci sono Salvini, Grillo e…Fassina.

Questo elettorato è pronto, inclina, prepara il voto a M5S. A Roma farà le sue prove generali, quasi certamente vincenti. E poi si ripeterà quando si voterà per il Parlamento. Questo elettorato che si vuole “rosso” si mischierà e sommerà non solo senza problemi anzi con certa politica voluttà con elettorato M5S che socialismo ma neanche socialdemocrazia sa cosa sua (tanto meno vuole saperlo). Si mischierà e si sommerà con il voto sfascia tutto e “fanculista” ed eversivo che ai ballottaggi verrà da destra e andrà a M5S. Si mischieranno e si sommeranno questi elettorati ed in fondo è giusto che sia.

Perché i “rossi” chi lo sa se son tanto rossi, perché oggi la differenza (di voto ma un po’ anche di antropologia sociale) è tra chi si sente in credito massimo e in massimo diritto di gridare la sua voglia di individui, ceto, gruppo e chi avverte che così si sfascia tutto. La differenza è, per dirla in politica, tra riformismo (magari pasticciato e pure venato di presunzione) e conservatorismo del mondo che c’era. Vista così, non sono poi diversi gli elettori che si sentono “rossi” e quelli che votano anti Caste. E neanche sono lontanissimi dagli elettori pro Salvini.

Ecco perché M5S può vincere le elezioni che verranno. Perché il riformismo in Italia è sempre stato minoranza nell’elettorato. Perché i “rossi-rossi” voteranno M5S. Si sentiranno quel giorno un sacco rivoluzionari, nel giorno in cui avranno compiuto la totale circumnavigazione dal “sol dell’avvenire” al “resistere, resistere, resistere” nel mondo che c’era.

P.S. Sarà uno spettacolo unico al mondo un sindaco di Roma grillino che tratta con i Cobas degli autisti della Metro che magari l’hanno votato, con la benevolenza della Cgil. Sarà fantastico, Ignazio Marino non a caso vorrebbe far parte ancora della vicenda.