Di Maio-Salvini: i voti Pd non fanno più schifo, anzi profumano

di Lucio Fero
Pubblicato il 12 marzo 2018 10:05 | Ultimo aggiornamento: 12 marzo 2018 10:05
Di Maio-Salvini: i voti Pd non fanno più schifo, anzi profumano

Di Maio-Salvini: i voti Pd non fanno più schifo, anzi profumano

ROMA – Di Maio-Salvini: i voti Pd non fanno più schifo, anzi profumano di governo.

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Luigi Di Maio ha avvertito e mostrato: un governo senza M5S (e senza lui premier” sarebbe “insulto” alla democrazia. Mica sbagliato: M5S ha vinto le elezioni ed è conseguente alla volontà popolare che M5S governi. Ma perché con i voti del Pd? Perché mai con i voti degli sconfitti? Anzi, non solo sconfitti. Secondo lunga e costante predicazione M5S quelli del Pd sono stati la rovina e la vergogna, il danno e la beffe, il peggio del peggio da punire, quelli da mandare con ignominia a casa. E ora diventano quelli che devono avere niente meno che la “responsabilità” di far nascere, sostenere e nutrire con i loro voti il governo M5S? E perché mai? Questo Luigi Di Maio non spiega e non mostra.

Matteo Salvini ha avvertito e mostrato: il governo spetta al Destra Centro vincente, il premier deve essere lui stesso, alleanze spurie non se ne fanno, però la speranza è che in Parlamento qualcuno, cioè il Pd, fornisca i voti necessari al governo Salvini. Stavolta in anonimato li fornisca quei voti. Questo chiede Salvini perché Di Maio al Pd fa balenare il luccichio di bigiotteria para governativa, Salvini neanche questo.

Insomma a Di Maio e a Salvini i voti Pd non fanno più schifo. Sì, certo: sono i voti di quelli che hanno permesso e incoraggiato l’invasione straniera dell’Italia (copyrigth Lega) e/o quelli che hanno tenuto il moccolo o fatto da palo mentre le banche rapinavano i risparmiatori (copyright M5S-Lega). Ma non fanno più schifo, anzi.

Anzi si avanza una singolare pressione, da qualcuno nel Pd giustamente definita come stalking. Una singolare pressione sorretta da una ancora più stramba pubblicistica per cui sarebbe obbligato il Pd (che ha perso) a far nascere con i suoi voti un governo di chi ha vinto. Obbligo niente meno che di…democrazia. Democrazia? Non risulta che per omaggio e salute della democrazia M5S abbia dato neanche l’unghia di un mignolo ai governi a guida Pd dal 2013 ad oggi. Comprensibilmente: M5S era l’opposizione. Non risulta che la Lega abbia se necessario offerto sponda per i momenti di difficoltà dei governi Letta, Renzi, Gentiloni. Era coerentemente all’opposizione.

Però pare proprio che se M5S e Lega, stando all’opposizione, danno ai governi Pd una mano solo per andar giù questa è democrazia. Mentre se il Pd, stando all’opposizione, non dà una mano ai governi M5S o Lega per nascere questo è…cattiveria?

Secondo questo frullare di opinioni prepotenti al Pd non è dato neanche di perderle le elezioni. La prepotenza (e anche qualcosa in più della prepotenza, perché è già ideologia settaria) è figlia del seguente percorso: io sono il Giusto e il Bene, quindi quando lavoro contro i governi che ci sono sono il Giusto e il Bene e tu sei il governo del Male e Sbagliato. Quando invece il governo devo farlo io, che sono il Giusto e il Bene, tu che sei il Male e lo Sbagliato sconfitto, devi darmi una mano perché…io sono il Giusto e il Bene!

Il parossismo di tale percorso viene segnalato da Aldo Grasso sul Corriere della Sera. Parossismo in una tazzina di caffè, le dimensioni sono quelle, anche meno. Però parossismo della mente e della’anima. Gianfranco Pasquino definisce “eversione” la scelta del Pd di non appoggiare il governo Di Maio. Eversione, non sbaglio. Ancora, Pasquino scrive di “arroganza egoistica” se il Pd resta all’opposizione. Siamo dunque all’obbligo Costituzionale e civile di aiutare il governo che tu pensi sia dannoso al paese. Pisolino della ragione. Pisolino, ma profondo. Anche se in maniera più spiccia ed efficace nota Grasso come Pasquino faceva prima a dire che Renzi gli stava sulle palle…

Già, senza Renzi e il Pd che stanno sulle palle adesso che si fa? magari chi ha vinto le elezioni potrebbe fare un governo. Magari tra di loro, i due vincitori. Come vuole volontà popolare, come hanno voluto i loro elettori e come certo non hanno voluto e non vogliono quelli che hanno votato Pd. Magari fare un governo migliore, più migliore, migliorissimo come promesso e garantito. Su, ancora uno sforzo, siamo solo al primo passo: una presidenza di una Camera a M5S, l’altra alla Lega. Il primo passo per l’unico sbocco naturale e logico del voto: un governo M5S e Lega insieme. O non se la sentono?

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