Camusso: “Tassare ricchi, 5% famiglie”. Cioè togliere metà a chi ha 4000 al mese

di Lucio Fero
Pubblicato il 27 Ottobre 2014 14:44 | Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre 2014 14:51
Camusso: "Tassare ricchi, 5% famiglie". Cioè togliere metà a chi ha 4000 al mese

Susanna Camusso (LaPresse)

ROMA – Susanna Camusso, leader della Cgil, in un tripudio di bandiere, in un orgoglio e sussulto di giustizia sociale che si spande per la piazza e per la folla…Susanna Camusso che dal palco di Piazza San Giovanni la dice chiara e tonda su come si fa la manovra economica, la legge finanziaria. “Si tassino i ricchi, il cinque per cento delle famiglie. Si vadano a prendere lì i soldi per la manovra, l’Italia è l’unico grande paese che non ha una tassa sui grandi patrimoni”. Applausi e congratulazioni e, a prima vista, che le vuoi dire alla Camusso? Non è forse giusto che i ricchi (magari piangano no come voleva Rifondazione Comunista) ma certamente e finalmente paghino?

Poi uno, anzi due, anzi cento, mille, anzi tutti dovrebbero fare due piccoli conti e un piccolo sforzo di pensiero e immaginazione. Tutti dovrebbero, lavoratori, militanti, manifestanti, sindacalisti, giornalisti…Dunque, i ricchi, le famiglie ricche. Alla grossa in Italia 20 milioni di famiglie, il cinque per cento fa un milione di famiglie. Ecco la consistenza numerica dei ricchi secondo la aritmetica Camusso. Un milione di famiglie ricche, dai tre ai cinque milioni di italiani davvero ricchi. Forse, anzi senza forse una valutazione per difetto: i ricchi sono di più. Peccato però che non si vedono e non si fanno vedere, almeno al fisco. Peccato che la formula  Camusso “tassare i ricchi” possa diventare in mano a chi la propone e maneggia una tortura, anzi una decapitazione fiscale per i benestanti che ricchi non sono.

Qualche numero che la Camusso dovrebbe conoscere: coloro che dichiarano redditi superiori ai 150 mila euro lordi annui in Italia faticano ad arrivare a trecentomila unità. Quindi per mettere insieme il milione di contribuenti-famiglie che la Camusso vuole tassare tanto da far pagare loro la manovra, occorre scendere a fasce più basse di reddito annuo, scendere giù fino a circa 80 mila euro lori annui. Solo coinvolgendo anche queste fasce di reddito dichiarato si arriva al milione, al “5 per cento” made in Camusso. Sì, certo, nella realtà non sono scarsi trecentomila ad avere reddito da 150 euro in su. Sono di più. Ma se si sta alla mappa del fisco, se si sta alle dichiarazioni dei redditi, per arrivare al milioni di super tassabili bisogna scendere a 80 mila euro annui lordi di reddito. La Camusso lo sa e la Cgil, la sua e non solo la sua, ha sempre usato e voluto e saputo usare solo la mappa falsa delle dichiarazioni fiscali. Al dunque in Cgil c’è un cattocomunismo dei redditi che considera peccato ogni reddito sopra i tre/quattromila netti al mese.

Proseguiamo con i numeri, i numeri della Camusso aritmetica. Un milione di famiglie da super tassare per pagare la manovra. La manovra 2015 sono trenta miliardi, ma occorre fare quaranta perché Cgil chiede altre cosine, prima fra tutte il rinnovo e aumento del contratto e retribuzioni nel pubblico impiego. Un milione di famiglie, mille euro a famiglia fa un miliardo. Diecimila euro a famiglia fanno dieci miliardi, per arrivare a quaranta miliardi occorrono quarantamila euro di nuove tasse a famiglia ricca. Poiché i ricchi, mappa fisco alla mano e obiettivo Camusso nel cuore, sono anche quelli da 80 mila lordi all’anno, cioè 50 mila netti, se ne deduce che a questa famiglia di ricchi per far quadrare i conti occorre togliere l’ottanta per cento del reddito.

No, si dirà che si potrebbe fare a scaglioni, con peso proporzionale delle nuove tasse. Bene, come la giri e la volti, al reddito da quattromila netti al mese sempre dovresti levare di nuove tasse almeno la metà per realizzare l’obiettivo Camusso. Ovviamente siamo al paradosso. Paradosso, ma assolutamente conseguenziale alle parole e agli slogan della Camusso, della Cgil e dei vari Stefano Fassina. Ovviamente tutte queste cose la Camusso le sa, i numeri non le sono ignoti. Non le è ignoto, tanto meno le sfugge il paradosso aritmetico del suo tassare i ricchi in Italia. Camusso lo sa e neanche lontanamente si propone di finanziare la manovra con queste super tasse. La vera opzione politica, la vera teoria economica della sinistra-sinistra è fare debito e poi debito e poi debito così si pagano tutti e tutti sopravvivono come prima, almeno per un po’. Poi si vede…

Camusso lo sa ma fa demagogia pura e dura. Peccato, la Cgil, l’articolo 18, la vecchia e la nuova sinistra, la gente in piazza San Giovanni, la gente con il posto fisso e senza posto meriterebbero tutti di meglio delle tecniche di un venditore di calzini spaiati.