Le morti bianche e Berlusconi

di Pino Nicotri
Pubblicato il 26 Maggio 2011 12:58 | Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2011 13:04

ROMA – Un capo di governo che in campagna elettorale si precipita a fare una visita molto strombazzata alla donna che s’è fatta ricoverare in ospedale per un paio di lividi (ha denunciato una aggressione per mano degli “avversari politici”, peraltro ancora non confermata), ma non è MAI andato a far visita ai feriti e mutilati sul lavoro, non è andato MAI a un funerale di un morto sul lavoro, cioè di una vittima delle cosiddette “morti bianche”, in realtà nere anch’esse per il lutto e il dolore, e non è andato MAI a rendare omaggio ai familiari della vittima, un tale capo di governo somiglia di più a un uomo di Stato o a un cialtrone?

Telefonerò direttamente a Silvio Berlusconi per porgli la domanda, alla luce anche del fatto che in tema di “morti bianche” l’Italia ha il triste primato europeo, si viaggia al ritmo dalle 3 alle 4 morti al giorno. Per non parlare delle migliaia di feriti, spesso mutilati, dovuti agli oltre 700 mila infortuni l’anno, che però non hanno la fortuna di vantare ferite, traumi o lividi da esibire in campagna elettorale.

Nei primi tre mesi dell’anno le morti sul lavoro sono aumentate, registrando 114 decessi da gennaio a marzo, contro i 91 del primo trimestre 2010. Da notare che la provincia più colpita è proprio quella di Milano! Ha nulla da dire il nostro milanesone capo di governo che per la campagna elettorale di Milano s’è scatenato più che mai? Ha qualche visita da fare a qualche ferito, magari ferito grave, o mutilato, o ai familiari di un “morto bianco”? E perché finora NON l’ha mai fatta? Non ha neppure stigmatizzato gli applausi dei confindustriali ai dirigenti della Von Thyssen condannati come è noto per omicidio volontario a causa della morte di loro dipendenti dovuta al menefreghismo, pur di risparmiare soldi, per il potenziamento delle misure di sicurezza.

Qualche giorno fa ho chiesto via blog se la signora Moratti sa e capisce quel che dice. Oggi la domanda la si deve fare anche a Silvio Berlusconi. Ha infatti avuto l’ardire di dichiarare che non lo vogliono lasciar parlare! Devono essere brigatisti o almeno comunisti mangiabambini anche all’Agcom, che ha deciso la maxi multa per il vergognoso “scendere in campo” del capo del governo con interviste in ben cinque televisioni nello stesso giorno per mettere bene in mostra anche i simboli del suo partito. Più che interviste quindi s’è trattato di comizi elettorali.

L’obbrobbrio e le bave morattian-berluscone sono tali che il Giornale, proprietà berluscona, ha titolato in prima pagina a lettere cubitali su cinque colonne “L’Islam marcia sul Duomo”, di Milano ovviamente. Altro che “dalli all’untore!” e “diffusione di notizie false atte a turbare l’ordine pubblico”. Siamo a qualcosa che somiglia a una tracimazione cloacale. Cosa non rara nella destra nostrana, dato il suo dna e la sua storia capitanata da strani Cavalieri…