Coronavirus, in Lombardia la guerra dei tamponi: “Non facciamone troppi, se no crescono i malati”

di Pino Nicotri
Pubblicato il 30 Aprile 2020 11:35 | Ultimo aggiornamento: 30 Aprile 2020 11:36
Coronavirus, in Lombardia la guerra dei tamponi: "Non facciamone troppi, se no crescono i malati"

Coronavirus, in Lombardia la guerra dei tamponi: “Non facciamone troppi, se no crescono i malati” (Foto Ansa)

Colpo di scena! Un disguido tecnico ha provocato un guasto informatico responsabile della cancellazione di chissà quante segnalazioni di sospetti casi di Covid-19, segnalazioni fatte man mano dai medici di medicina generale sull’apposita piattaforma regionale lombarda.  

Si tratta della piattaforma dove ogni medico non ospedaliero deve inviare una mail per ogni paziente che a suo parere potrebbe essere stato contagiato dal nuovo coronavirus. La notizia del guasto è stata data dall’Agenzia per la Tutela della Salute (ATS) di Brescia, che ha anche invitato tutti i medici a inviare nuovamente le mail. 

La piattaforma regionale in crisi è il sistema  Malattie Infettive (MAINF), parte del Sistema Informativo Socio Sanitario (SISS), al quale tutti gli operatori sanitari devono segnalare ogni paziente sospetto di avere una malattia infettiva di qualunque tipo, non solo Covid-19 quindi. 

“Un guasto provvidenziale”, commenta sarcastico un medico di Milano. Perché provvidenziale?

“Perché proprio oggi un mio paziente ha chiesto il tampone per poter tornare al lavoro e dopo un po’ è stato chiamato al telefono da un impiegato dell’ATS che gli ha detto:

“Ma aspetti un po’, si metta d’accordo col suo medico per tornare a lavorare. Mica li facciamo tutti i tamponi chiesti dai medici, perché  poi risultano tutti positivi e si crea allarme””.

Non mi dica…. Non posso crederci.

“Non solo glielo dico, ma aggiungo che al mio paziente ho detto di richiamare quel tizio dell’ATS, che non è un medico, e dirgli che se non gli facevano il tampone avrebbe chiamato le Iene e Striscia la Notizia.

Conclusione: il tampone glielo fanno la prossima settimana. Tutto ciò però significa che i casi di Covid-19 sono molti di più di quanto le autorità regionali raccontano ufficialmente.

Possibile che non lo sappiano? Possibile che non siano al corrente del fatto che nelle ATS c’è chi rema contro?”.

Il paziente in questione è uno di quelli segnalati sul portale citato come persone che secondo il loro medico hanno tutti i sintomi del Covid, ma che non sono stati ricoverati. Il mio interlocutore medico mi spiega:

“Di solito sono persone tra i 30 e i 40 anni, non gravi. Le ATS non permettono la richiesta dei tamponi al momento della segnalazione, che comporta una quarantena, ma alla fine di questa e solo se si tratta di persone che devono tornare a lavorare a contatto col pubblico.

Per disoccupati, pensionati e studenti non possiamo chiedere un bel niente. Una dipendente dell’ATS milanese giorni fa mi ha detto che la quarantena dopo la malattia non è necessariamente di 28 giorni, ma può essere anche di soli 14”.

E chi decide se devono essere 28 o la metà?

“E’ quello che ho chiesto io. Risposta: “dipende””.

Da cosa dipenda non è molto chiaro. A metà aprile l’ATS ha inviato a tutti i medici non ospedalieri un documento di 12 pagine intitolato “INDIRIZZI PER MEDICI DI MEDICINA GENERALE (MMG), PEDIATRI DI LIBERA SCELTA (PLS), MEDICI DI CONTINUITA’ ASSISTENZIALE (MCA)”.  Nelle prime righe si legge:

“A integrazione e completamento della circolare inviata in data ai MMG/PLS/MCA e contenente “INDIRIZZI PER MEDICI DI MEDICINA GENERALE, PEDIATRI DI LIBERA SCELTA, MEDICI DI CONTINUITÀ ASSISTENZIALE” si declinano di seguito le indicazioni operative per il governo territoriale dell’epidemia. Le seguenti indicazioni operative si riferiscono alla situazione al 03/04/2020, e saranno adattate successivamente in base all’evoluzione del contagio”.

Le indicazioni non devono essere state molto chiare, tanto che l’esecutivo provinciale di Milano-Lodi della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale il 24 aprile ha pensato bene di inviare a tutti gli associati una circolare che inizia così:

“Gentilissimi Colleghi,

facciamo un po’ di chiarezza, visto che le varie comunicazioni che si succedono stanno confondendo le idee a tanti cittadini ed anche a noi”.

La circolare spiega le procedure di quattro argomenti, due dei quali indicati tutti in maiuscolo per sottolinearne l’importanza e il bisogno di chiarirli in modo comprensibile:

 – PRESCRIZIONE TAMPONI

– TEST ANTICORPALE

– Soggetti in quarantena obbligatoria Covid

– Soggetti in quarantena fiduciari

 Anche se dovesse riguardare solo Brescia, certo è che la defaillance della piattaforma regionale a pochi giorni dall’allentamento delle restrizioni non ci voleva proprio.