Emanuela Orlandi. Marco Fassoni Accetti e Chi l’ha Visto? Querele o sceneggiata?

di Pino Nicotri
Pubblicato il 13 Giugno 2013 10:27 | Ultimo aggiornamento: 13 Giugno 2013 10:27
Emanuela Orlandi. Marco Fassoni Accetti e Chi l'ha Visto? Querele o sceneggiata?

Emanuela Orlandi e il flauto del mistero

La saga del mistero di Emanuela Orlandi si arricchisce di nuovi elementi, in una continua contorsione di posizioni e di informazioni che confonde le idee. È una sequenza di colpi di scena che sembrano dovuti al caso, se non fosse che siamo  – 9 giorni dall’anniversario del rapimento e i maligni pensano a una evoluzione ben strutturata e pensata da una mente geniale e estremamente creativa, cui non si può che inchinarsi.

Ogni passaggio è un colpo di teatro, con rivelazioni da galera da parte di Marco Fassoni Accetti, fatte però ben al riparo della prescrizione e del principio del “no bis in idem”.

Il ribaltone è quello dei rapporti tra la trasmissione Chi l’ha visto? e Marco Fassoni Accetti, il nuovo supertestimone uscito dall’astuccio di un flauto, spacchettato in diretta davanti alle telecamere poche settimane fa con una allusione al flauto che usava suonare Emanuela Orlandi e che è stato apertamente bollato come falso nella puntata di Chi l’ha visto? del 12 giugno.

Marco Fassoni Accetti, dal canto suo, accusa di ogni infamia Chi l’ha Visto?, afferma di avere diffidato la Rai dal proseguire, nonché querele; la notizia è stata confermata dalla conduttrice  Federica Sciarelli in trasmissione, anche se nessuno ha visto nemmeno la fotocopia delle carte bollate.

Difficile appare esprimere una opinione, anche dopo essersene formati una. Tutto troppo perfetto, tutto troppo in tempo reale. Ma lasciamo che anche gli appassionati della vicenda si facciano la loro opinione, liberamente, ascoltando la puntata di Chi l’ha Visto? e quello che scrive Marco Fassoni Accetti.

A chi fa questo mestiere resta un dubbio: diamo un contributo alla ricerca della verità o siamo strumento più o meno consapevole di un piano abilmente congegnato, in un crescendo di accuse, sospetti e telefonate anonime, che ci ha trasformato in grancassa dell’auience?

Per ascoltare la puntata di Chi l’ha visto? del 12 giugno cliccare qui.

L’ultimo post di Marco Fassoni Accetti in polemica con la trasmissione è questo qui sotto:

“Nell’odierna puntata del 12/6/13 della trasmissione di Rai3 nuovamente si diffondono notizie mendaci. Si parla di una mia foto con la barba che sarebbe stata mostrata ad eventuali testimoni durante le indagini per l’investimento della pineta. Questo è assolutamente falso: la foto usata e mostrata dai carabinieri era una nuova foto segnaletica scattatami al momento dell’arresto del 21 dicembre 1983 dove ero senza barba. Viceversa la fotografia con la barba era una foto segnaletica di un altro arresto verificatosi per una manifestazione non autorizzata nel 1979 e solamente riportata dagli organi di stampa che raccontavano l’accaduto nella pineta. Sarebbe insensato che di una persona senza la barba al momento dell’arresto si mostrasse ai testimoni una fotografia dello stesso con la barba. Ho chiamato in diretta chiedendo di precisare il fatto dell’uso della foto ed ancora una volta non hanno rettificato l’inesattezza.

“Non mi sono mai assolutamente recato presso l’abitazione della famiglia Garramòn e mi sembra sorprendente il fatto che la domestica della suddetta famiglia racconti come nel ’83, un mese prima dell’incidente un qualcuno abbia bussato alla loro abitazione qualificandosi come fotografo che avrebbe dovuto consegnare delle foto dei bambini. E la stessa domestica non si sia allarmata che questi potesse essere un malintenzionato e non ne avesse fatto menzione ai propri datori di lavoro, non nel giorno stesso né nei giorni susseguenti l’incidente e durante le indagini, tenendo conto che fu interrogata sia dai carabinieri, sia dal giudice istruttore. Costei, sulla sola informazione che io sia un fotografo, riesce a ricostruire dopo trent’anni sia il presunto episodio dell’uomo che si qualifica come fotografo e addirittura il volto. La stessa riferisce che le fu mostrata la fotografia nella quale io recavo la barba. Questo è falso come spiegato nel paragrafo precedente. Quindi la donna ricorda bene il mio volto, e al tempo stesso ricorda che le fu mostrata la foto con la barba; ma in verità non le fu mai mostrata la foto con la barba, quindi ha una cattiva memoria, tale da inficiare anche il riconoscimento nei miei confronti. Tra l’altro i risultati delle indagini in corso, conosciute dalla famiglia e dall’ambiente dei Garramòn, indicavano come io al momento dell’arresto recassi con me attrezzatura fotografica professionale, avevo dichiarato che mi stavo recando in Ostia per fotografare una ragazza ed inoltre, negli ulteriori approffondimenti emerse chiara la mia attività di fotografo. Tutti questi elementi sarebbero dovuti essere a conoscenza della domestica e le avrebbero dovuto far rammentare il presunto episodio verificatosi un mese prima di un qualcuno che le bussò alla porta qualificandosi come fotografo. Chiederò il confronto innanzi ai magistrati e l’incriminazione della stessa per grave diffamazione.

“Inoltre hanno omesso la relazione dei carabinieri che recitava come io non potessi aver frequentato il mio appartamento nel quartiere Laurentino in quanto io, oltre a non avervi mai abitato, lo stesso era assolutamente vuoto da molti mesi, e fu riscontrata sulla soglia della polvere che denotava come nessuno vi fosse entrato da molto tempo (relazione dei carabinieri sulla perquisizione effettuata sul mio appartamento al quartiere Laurentino)”.